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Presentazione
Prefazione
Ringraziamenti
Indice
 

TRATTAMENTO ORTODONTICO DELLE MALOCCLUSIONI IN RELAZIONE ALLA DINAMICA CRANIO-FACCIALE

SATO S.

Pag. 280 - illustrazioni a colori

ISBN 978-88-7572-175-6

Prezzo di copertina 155,00 €

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131,75 €

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Presentazione

Qualsiasi disciplina può essere esercitata come mestiere oppure come scelta, amandola e quindi svolgendo una missione.

Ci riempie di commozione fare la presentazione di un libro che tratta di cefalometria e di gnatologia, insieme, in ambito ortognatodontico.

La cefalometria gnatologica e la gnatologia cefalometrica sono i perni su cui si poggia una diagnosi che sia legata ai tempi, cioè interdisciplinare e completa.

Legata ai tempi noi intendiamo una diagnosi che tenga conto di quella che sarà I 'evoluzione del paziente, da quando lo prendiamo in considerazione fino alla fine dei suoi giorni, nel suo insieme.

Capiamo benissimo e vogliamo sottolineare, che in questo testo è illustrato anche un buon riferimento alla cefalometria postero-anteriore, sapendo che la percentuale di disturbi cranio-mandibolari che si rilevano, secondo le più accreditate statistiche, a livello mondiale, sono legati, per il 50%, a dissimmetrie di struttura.

Inutile dire, quindi, che l 'ortodonzia che si propone di praticare non è l 'ortodonzia dello spostamento dei denti, ma è l 'ortodonzia del collocamento delle basi ossee e dei .supporti dell'osso alveolare, in modo che i denti vadano in quella posizione predeterminata dal trattamento basale del paziente e viceversa, per andare ad un'occlusione organica (secondo il triangolo gnatologico, al centro del quale notiamo sempre il cervello).

Vogliamo rispettare per quanto possibile le regole che cultori della gnatologia, cioè di una disciplina che è da considerarsi tale in tutte le sue parti, quindi completa, ci suggeriscono avendo messo a punto tutti gli strumenti teorici e pratici grazie ai quali possiamo fare un 'ortognatodonzia, nel vero significato della parola.

Noi non vogliamo polemizzare con coloro che vorrebbero come termine la parola “ortodontia” per indicare “ l ”ortognatodonzia soltanto perché nel vocabolario anglosassone (che non è certo quello di Dante) non esistono termini adeguati per definire una disciplina così importante e così complessa, e quindi così affascinante, come “l'ortognatodonzia”.

A noi risulta che tutta la medicina abbia preso i termini latini per indicare l 'anatomia nei suoi vari aspetti terminologici e concettuali: forse che la nostra disciplina non è medica e quindi i termini non possono essere gli stessi della disciplina medica?

Per semplice apertura mentale e per cultura, siamo dell'avviso, quindi, che, chiunque sappia impostare la sua disciplina senza dimenticare o, peggio ancora, senza cancellare quali sono le determinanti importanti della funzione masticatoria, ne abbia tutto il merito nell'aver valutato tutti gli aspetti di questa disciplina.

Questo modo di procedere rappresenta un grosso sforzo analitico e sintetico.

Concludendo, quindi, mi è gradito segnalare questo testo, come testo importante dal punto di vista filosofico e, ancora più importante, dal punto di vista pratico.

Ognuno può avere le sue opinioni e certo, in questo libro, notiamo opinioni ben speci?che, alcune forse da noi non condivise completamente.

Noi condividiamo i principi e la filosofia espressa in questo testo, che non può che essere la garanzia di utile apprendimento.

Il contenuto del libro può essere applicato sia nella ricerca clinica, sia nella pratica quotidiana dallo specialista, che non si accontenterà di fare il “meccanico”, ma vorrà applicare gli strumenti terapeutici meccanici, seguendo una filosofia completa in quanto tratta forma e funzione.

Auguro a chi ha lavorato nel comporre l 'opera, cioè all 'autore e a tutti coloro che hanno pensato di fare cosa utile traducendolo in lingua italiana, la dovuta soddisfazione del loro lavoro, con una soddisfacente diffusione dell'opera ed il successo dei suoi contenuti.

Prof. Dott. Pietro Bracco

 

Prefazione

Il mio interesse in campo ortodontico non è limitato all’ortodonzia clinica. Sono stato infatti sin dall'inizio affascinato dalla biochimica dell'osso. Mi resi conto che il solo campo di ricerca che probabilmente avrebbe condotto allo studio sulla dinamica dell’osso era il campo ortodontico. Questo nasceva dalla considerazione che le cellule ossee, l’acido fosforico, il collagene e le altre proteine ossee erano di grande importanza nei primi stadi del trattamento. Il tessuto osseo era considerato un tessuto molto statico, dove la capacità d’adattamento era bassa. Con lo sviluppo della biologia molecolare tuttavia, i risultati mostrarono che l’osso era un tessuto molto attivo con un'alta capacità d’adattamento ai fattori locali. Questo rendeva possibile il movimento dentale. Nonostante la sua alta capacità d’adattamento all’ambiente tuttavia, noi eravamo ancora di fronte al problema della crescita anomala. Durante gli anni ”70, ricerche svelarono l'importanza dei fattori locali nella crescita dello scheletro cranio-facciale. La capacità d'adattamento delle ossa ai fattori locali fu la chiave d’interpretazione del problema.

Dopo circa 10 anni di clinica ortodontica, alcuni pazienti trattati, inclusi i miei, cominciarono a ritornare per un nuovo trattamento ortodontico. Questi pazienti, sfortunatamente, avevano avuto una recidiva della malocclusione e mi chiesi che cosa avevo sbagliato nel trattamento. Stranamente, la maggior parte di questi pazienti presentava una tendenza all'open bite. Conclusi così, che non si trattava semplicemente di una recidiva, ma piuttosto del presentarsi d’un’altra malocclusione. Questi cambiamenti inoltre, comparivano alla fine del periodo di crescita puberale. Se la recidiva della malocclusione era d’attribuire a fattori ereditari, perché questi cambiamenti non apparivano durante il periodo attivo di crescita? Questa domanda incombeva nella mia testa.

La risposta la trovai dopo aver esaminato tracciati cefalometrici e cavità orali, le quali mostravano che c’era una mancanza di spazio posteriore e\o un problema di verticalità nella zona molare. Anche se il problema era stato identificato tuttavia, ero impreparato sul tipo di approccio da usare, per correggere questi problemi. Seguendo le lezioni del Dott. Kim, ebbi un incontro inatteso e al momento opportuno con la tecnica MEAW ed intuii che questo poteva essere il giusto approccio. Il giorno seguente quella lezione del Dott. Kim ricordo perfettamente che iniziai a modellare il mio primo Meaw.

In questo libro, viene presentato un approccio nuovo al trattamento ortodontico, applicato su un gran numero di pazienti che presentavano malocclusioni, le ricerche del Dott. Kim e la sua esperienza clinica che hanno portato alla luce la tecnica Meaw ed anche i miei nuovi concetti diagnostici.

Prof. Sadao Sato
Professore associato del
reparto ortodontico
Kanagawa Dental College

 

Settembre 1991

 

Ringraziamenti

A volte si fanno degli incontri che ti rivoluzionano la vita. Nel 1996, su invito del Prof. Slavicek, mi recai all'università di Vienna a seguire per la prima volta le lezioni del Prof. Sato e del Prof. Kim. Alcuni colleghi ed io fummo talmente sbalorditi di quello che avevamo udito che invitammo in Italia per un breve corso il Prof. Kim. Nel 1998 circa, iniziò alla Donau University il Master per il trattamento ortodontico dei pazienti funzionali e disfunzionali tenuto proprio dal Prof. Sato, al quale chiaramente non potei mancare.

Questo incontro cambiò radicalmente la mia vita professionale. E' stato per me e lo è tuttora, un gran maestro, perché mi ha insegnato prima di tutto la metodica ed il rigore con cui documentare i casi, l'attenzione nell’approcciarsi ad una diagnosi e il coraggio d’analizzare i propri errori con la semplicità e la delicatezza tipica dei giapponesi. L’approccio ortodontico del prof. Sato si basa più che su una nuova tecnica, sulla diagnosi basata sulla dinamica delle ossa cranio-facciali grazie alla quale è possibile trattare tutte le malocclusioni, compresi casi severi di classe II, III, asimmetrie mandibolari e casi disfunzionali, senza l’utilizzo dell'estrazioni dei premolari, con un tempo di terapia contenuto e con risultati stabili, senza l’uso di retainers permanenti. Per molto tempo gli ortodontisti hanno curato più i sintomi che le cause. Questo libro ha aperto nuovi orizzonti sulle cause delle malocclusioni e su come fornire un’occlusione appropriata ai nostri pazienti in armonia con tutto il sistema stomatognatico e corporeo.

Da diversi anni ho potuto constatare il crescente interesse di molti colleghi italiani per la “filosofia” del Professor Sato e questo, insieme alla convinzione della validità di questo approccio diagnostico-terapeutico, mi ha spinto a curare quest’edizione italiana. Vorrei ringraziare sentitamente i Dott. Vincenzo Torrisi e Lorenzo Mariani per il loro aiuto spontaneo e prezioso.

Un ringraziamento particolare ai Dott. Roberta Pavarani, Mauro Scaioli, Massimo Testi, che oltre che collaborare con me nella pratica quotidiana, hanno creduto e partecipato alla realizzazione di quest’opera.

Dott. Monica Casadei
Libero professionista

 

Gennaio 2006
Ravenna, Italia.

 

Indice

Parte 1: Teoria e principi

Capitolo I. Il meccanismo dinamico dello scheletro maxillo-facciale

Caratteristiche morfologiche distintive dello scheletro cranio-facciale nelle malocclusioni scheletriche
Meccanismo dinamico del cranio maxilla-facciale
Meccanismo dinamico della base neurocranica
Sistema dinamico di suture scheletriche ed articolazioni
L'importanza dell'osso temporale nella dinamica del sistema cranico scheletrico
Crescita del mascellare basata sul meccanismo dinamico
Crescita mascellare in rapporto al movimento di flesso-estensione della base cranica
Rotazione laterale della mascella

Capitolo 2. Dinamica dello scheletro maxilla-facciale e della crescita mandibolare

Rapporto tra ereditarietà e crescita del cranio maxillo-facciale
Importanza dei fattori funzionali
Movimento mandibolare e crescita
Rapporto tra dimensione verticale e crescita mandibolare
Funzione occlusale e crescita
Meccanismo di sviluppo della anormalità di crescita

Capitolo 3. Ruolo della discrepanza posteriore nello sviluppo della malocclusione scheletrica

Discrepanza e malocclusione
Il significato della discrepanza posteriore
Meccanismo di regolazione a feedback nello sviluppo della malocclusione scheletrica
Meccanismo di regolazione a feedback nello sviluppo della mesiocclusione scheletrica
Compensazione dentale - Il concetto errato di compensazione dentale
Meccanismo di regolazione a feedback nello sviluppo della distocclusione scheletrica

Capitolo 4. Piano Occlusale e Occlusione funzionale

Ortodonzia e Occlusione funzionale
Dinamica dello Scheletro Maxillo-facciale e Occlusione
Obbiettivi del trattamento ortodontico
Occlusione Funzionale e Piano Occlusale
Interferenza Molare e Discrepanza posteriore
Piano Occlusale e Posizione Mandibolare

Capitolo 5. Le caratteristiche della malocclusione e le morfologie dello scheletro cranio-facciale

Piano occlusale e morfologia della Denture Frame
Basi per un'armoniosa morfologia scheletrica
Piano occlusale di un individuo con occlusione normale
Effetto dei cambiamenti del piano occlusale sulla Denture
Approccio ortodontico alla Denture Frame
Analisi della Denture Frame
FH-MP
PP-MP
OP-MP
OP-MP\PP-MP
AB-MP
A’P’
A’6’
A’6’/A’-P’
Denture frame dei denti frontali superiori ed inferiori e la misurazione dell'inclinazione e posizione dei molari
Materiale dentale
Tipi scheletrici e Malocclusioni
Cl III scheletrica iperdivergenle
Cl III ipodivergente
Cl ll iperdivergente
Cll lipodivergente
Capitolo 6. Diagnosi della malocclusione
Analisi della guida anteriore
Relazione tra piano occlusale e inclinazione incisale
Analisi della posizione mandibolare
Posizione di riferimento (RP)
Posizione intercuspidazione (ICP)
Posizione di riferimento terapeutica (TRP)-Posizione mandibolare come obiettivo del trattamento
Posizione terapeutica finale (TEP)
Analisi del supporto posteriore
Analisi della guida posteriore
Caratteristiche
Qualità
Quantità
Simmetria
Inclinazione
Riproducibilità
Stabilità retrale
Click o scroscio
Condizione legamentosa
Problemi muscolari

Capitolo 7. Diagnosi di discrepanza

Discrepanza e malocclusione
Svantaggi del concetto generalizzato di discrepanza
Problemi occlusali dovuti alla discrepanza
Affollamento e tipping mesiale del molare
Protrusione dentale
Dente incluso e difficoltà di eruzione
Sovra eruzione
Esame clinico di discrepanza posteriore

Capitolo 8. Trattamento ortodontico ed estrazione dentale

Importanza di una estrazione dentale nel trattamento ortodontico
Svantaggi dell`estrazioni premolari
Vantaggi dell’estrazione molare nel trattamento ortodontico
Estrazione del l° molare
Estrazione del 2° molare
Estrazione del 3° molare
Precoce estrazione del germe del terzo molare inferiore (germectomia)

Capitolo 9. Obiettivi del trattamento ortodontico e principi guida

Obiettivi del trattamento ortodontico
Obiettivi di trattamento basati sulla dinamica dello scheletro maxillo-facciale
Flessione - lpodivergenza
Flessione - Iperdivergenza
Estensione - Ipodivergenza
Estensione – Iperdivergenza
Ricostruzione del piano occlusale
Rapporto tra dimensione verticale e posizione mandibolare
Relazione tra supporto occlusale e ATM
Recidiva e perdita del supporto occlusale

 

Parte 2: CLINICA

Capitolo I. L'uso del Moaw, Meaw e Daw nel trattamento ortodontico

Capitolo 2. Ricostruzione occlusale della Cl III

Obiettivi del trattamento della malocclusione di Cl III
Procedure di trattamento per la malocclusione di Cl III
Caso clinico 1
Caso clinico 2

Capitolo 3. Trattamento ortodontico dell’open bite

Meccanismi comuni nello sviluppo di una Cl III e di un Open bite Scheletrico
Obiettivo del trattamento nell'open bite
Caso clinico 1
Caso clinico 2

Capitolo 4. Ricostruzione occlusale della Cl III open

Piano di trattamento per le classi III scheletriche open bite
Caso clinico 1
Caso clinico 2
Caso clinico 3

Capitolo 5. Trattamento ortodontico delle asimmetrie

Processo di sviluppo della dislocazione laterale mandibolare
Trattamento ortodontico delle asimmetrie mandibolari
Caso clinico 1
Caso clinico 2

Capitolo 6. Trattamento ortodontico dell”affollamento_2ll

Piano di trattamento
Procedure del trattamento dell’affollamento
Caso clinico 1
Caso clinico 2
Caso clinico 3

Capitolo 7. Trattamento ortodontico della mandibola retrognatica

Obiettivi del trattamento nellaCl II
Efficacia del doppio arco (DAW)
Caso clinico1
Caso clinico 2

Capitolo 8. Trattamento ortodontico di malocclusioni con disturbi articolari

Relazione tra estrazione dei premolari con l'artrosi articolare
L’eccessiva inclinazione linguale degli incisivi frontali superiori
Carico articolare dovuto a perdita di supporto occIusale
Interferenza nell’area molare dovuta alla discrepanza posteriore
Obiettivi del trattamento della malocclusione con artrosi articolare
Caso clinico 1
Caso clinico 2

APPENDICE

BIBLIOGRAFIA

INDICE ANALITICO

CURRICULUM AUTORE