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Autore Titolo Indice

GU n. 63 del 10/03/2020
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Autore
Introduzione
Indice
 

La Postura - I fondamenti

LAZZARI E.

Pag. 248 - 480 illustrazioni a colori

ISBN 978-88-7572-029-0

Prezzo di copertina 130,00 €

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123,50 €

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Autore

Enzo Lazzari

Già Primario Ospedaliere di Fisiatria. Specialista in Ortopedia fisiochinesiterapia e Malattie Nervose. Responsabile del Centro di Posturologia dell'Ospedale G. Aragona S. Giovanni in Croce. Laureato presso l'Università di Pavia in Medicina e Chirurgia il 25 novembre 1954. Primario presso l'Ospedale di Villanova d'Arda. Specializzazione in malattie nervose e mentali: 22 Novembre 1961 presso l'Università di Modena. Specializzazione in Ortopedia e Traumatologia: 22 Luglio 1963 presso l'Università di Genova. Specializzazione in Fisiochinesiterapia: 18 Luglio 1968 presso l'Università di Bologna. Docente della Scuola Infermieri Professionali (PC) per il gruppo di materie "Riabilitazione e Medicina sociale" anno 1972-78. Docente della Scuola Terapisti Riabilitazione dell'Università di Parma anni 1977-78-79.

Introduzione

PARABOLA

Il pescatore dopo avere raccolto un certo numero di perle, immaginò di ornare con esse il collo della sua donna; cercò modi per farle stare allineate ma tutto fu vano e morì senza aver potuto realizzare il suo desiderio. Un altro, dopo di lui, essendo nel frattempo stato inventato il filo, pensò di risolvere il problema legando assieme le perle; rabberciò una specie di collana, rovinando però l'effetto delle perle. Poi ci furono altre invenzioni e finalmente un tale, pensando alla storia del pescatore che si era tramandata nei secoli, ebbe l'idea di fare un buco nelle perle e farci passare un filo; così, finalmente, una collana di perle ornò il collo di una donna.

Morale della parabola

Per allineare un certo numero di perle:
se cerco di sistemare una ad una le perle su un piano, non riesco facilmente a controllarle; se raggiungo lo scopo a prezzo di ansie e tempi lunghi, il risultato è assai instabile; un qualsiasi urto su una perla si trasmette alle altre (effetto farfalla) provocando un disastro;
se invece infilo le perle, costringo le stesse ad allinearsi e posso modellarle su superfici diverse e appenderle al collo come una collana.

Conclusione: l'azione del filo è un mezzo meccanico con caratteristiche di linearità atto a dominare i fenomeni caotici delle perle in libertà. Le perle rappresentano il caos; la collana rappresenta la linearità.
I fenomeni della postura sono così complessi, tante le correlazioni ma, allo stesso tempo, non possiamo considerare funzioni caotiche, lo stare in piedi, muoversi e camminare.

Se apro un rubinetto e l'acqua scorre, questo è un fenomeno caotico, come il temporale e gli uragani. Ma se prendo una bottiglia, la riempio al rubinetto e la metto sul tavolo, il caos dell'acqua che scorre finisce dominato nel recipiente. Alla bottiglia piena posso applicare una forza e spostarla con processi lineari, ignorando il caos che prosegue all'interno. Se però butto la bottiglia nel fiume, essa, a sua volta, tornerà a far parte di un evento caotico, come tutto ciò che porta la corrente.

Allora ricordando la collana di perle e poi tanti altri fenomeni complessi, ci si rende conto che deve esistere, alla fine, un "qualcosa" atto a linearizzare l'insieme di questi fenomeni, agli effetti di una funzione. E non ci si deve fare allettare da alcuni fenomeni, come dal canto delle sirene.

Il dentista: io ho notato che quando esiste una deviazione della mandibola in un senso, ciò causa una ipoconvergenza dell'occhio.

L'oculista: io invece so che quando esiste una ipoconvergenza, questa causa un problema occlusale.

Il vestibologo: ma no, io sono certo che tutto dipende dall'orecchio.

Anch'io allora: ... se mi alzo presto al mattino e mi affaccio alla finestra, vedo il sole che si alza all'orizzonte, dico: "sono io che affacciandomi faccio sorgere il sole".

I fenomeni possono essere infiniti e variamente collegati ma la funzione, come schema e modello, è lineare. Dobbiamo cercare di capirla.

I discorsi sulla Postura si stanno diffondendo presso tutti gli ambienti; ma spesso non appare chiaro di che cosa si parla: non esiste un linguaggio comune e tanto meno un progetto per stabilire significati e metodologie di approccio.

Dobbiamo cercare tutti di portare un po' di ordine nel discorso. Va detto subito che la Postura:

• non è l'Equilibrio;
• non è una Posizione;
• non è "l'Occlusione".

È una funzione che riguarda la gestione della posizione e contemporaneamente la modulazione del movimento. Dobbiamo tentare una definizione accettabile da tutti.

Possiamo avvicinarci al problema pensando a cosa c'è di comune in tutte le posizioni e cosa hanno in comune le posizioni, i movimenti e l'equilibrio e, alla fine, a come c'entra tutto ciò con la salute degli organi e delle strutture dell'uomo. Per conoscere il problema posturale, bisogna confrontarsi con tutte le componenti morfofunzionali del corpo afferenti alle sue attività e cioè: stare in piedi, muoversi, sentirsi bene e, perché no, esprimere bellezza.

Dovremo prima di tutto sapere di che cosa parliamo e perché. Porci degli obiettivi e definire un metodo per raggiungerli; il tutto con la massima chiarezza, soprattutto, dando risposte concrete alle domande.
Se il problema contiene aspetti complessi, non può essere questa una scusa per affrontarlo con discorsi caotici, altrimenti il discorso diventa esso stesso fattore di confusione.

Nella realtà di tutti i giorni, ognuno deve affrontare situazioni che, scientificamente, presentano aspetti complessi sotto vari punti di vista, ma nella pratica, non ci si può fermare per questo, se si devono tradurre le premesse teoriche in una prassi operativa.

Succede a tutti al momento in cui si comincia ad occuparsi di postura; subito al primo problema fanno seguito una infinità di altri a cascata (su tutti gli aspetti e fenomeni possibili) e ci si trova nella necessità di cercare una via d'uscita. Se uno quando si sveglia al mattino, prima di alzarsi in piedi, pretende di sapere tutti i come e i perché di ciò che si appresta a fare, rimarrà seduto a pensare per tutta la sua vita.

Ma se invece di discutere tutti i problemi, si limiterà a pensare a ciò che deve fare cioè puntare i piedi per terra, spingersi in avanti e mettersi in verticale al suolo, l'essenzialità del processo otterrà un effetto funzionale immediato. Penso che sarà più semplice spiegare anche il discorso posturale se partiamo dai fatti. Allora, in sintesi, il problema che ci si pone è:

1. sapere di cosa si parla;
2. che sia chiaro a cosa mira il discorso;
3. usare un comprensibile modo di esporlo. Ne deriva la necessità di:

a) definire il significato e stabilire i parametri di una corretta postura;
b) proporre i modi e i metodi per tradurre in una prassi operativa il discorso; decidere quale linguaggio usare.

Per tutti gli argomenti è importante trovare dei riferimenti chiari, comprensibili. Il discorso sarà comprensibile se attraverso metodiche lineari offrirà risultati e proposte concrete. Nel caso specifico, deve essere accessibile a tutti, in relazione alle competenze di ognuno: agli operatori che lo gestiscono, agli utenti che devono mettere in pratica i suggerimenti e ai critici per una opportuna disamina e per utili discussioni. Sarà poi inevitabile che se ne continui a parlare, come di una partita di calcio, all'infinito; ma alla fine, la partita si gioca sempre in un periodo di tempo stabilito, con 11 giocatori per parte e con un pallone da calciare in rete e nessuno può sfuggire a queste costanti o ignorarle.

Il primo problema sono quindi le costanti di riferimento che per la postura sono:

1 - le leggi di natura;
2 - le strutture del corpo umano;
3 - il funzionamento di queste strutture in relazione agli obiettivi: nel caso specifico stare in piedi e adattarsi alle incombenze statico-motorie;
4 - i messaggi e i condizionamenti dell'ambiente esterno.

In questo iter scientifico e pratico si incontrano delle componenti e dei fenomeni con caratteristiche di complessità, difficili da spiegare o da gestire e di cui si è dovuto prendere coscienza.

Dal punto di vista pratico ci viene in aiuto, per superare gli scogli, il riferimento a schemi funzionali che corrispondono anch'essi ad una costante.

Nella stesura del volume cercheremo di seguire una linearità di esposizione, di dare chiari schemi di sintesi, di azzardare ipotesi quando non esistono risposte su aspetti e argomenti che è necessario o doveroso approfondire.

NOTA

Pur essendo ricorsi frequentemente all'aiuto e al parere di tecnici (matematici, ingegneri, programmatori ecc.) alla fine abbiamo deciso di escludere dal testo qualsiasi formula, convinti, tra l'altro, che non esistono (ancora) formule atte a spiegare certi problemi per i quali è meglio affidarsi alla logica del cervello e alle sue capacità di immaginazione. Nel corso dei non pochi anni di impegno su questo problema abbiamo letto e consultato un grandissimo numero di testi e lavori scientifici, anche non medici, per cercare di capire le funzioni e i fenomeni. Negli ultimi tempi, invece, ci siamo limitati alla consultazione di testi base, evitando letture e suggestioni da parte di una ormai non più controllabile letteratura sulla postura, per meditare e cercare di essenzializzare i problemi al fine di ricondurli, quando possibile, ad un unico filo conduttore. È anche il motivo per cui abbiamo eliminato, al limite del possibile, citazioni e riferimenti bibliografici nel testo. Dobbiamo purtroppo prendere atto e fare presente che concetti e numerosi disegni da noi pubblicati, anni fa, in testi ed articoli relativi a questo e ad altri problemi, sono stati utilizzati, senza autorizzazione, in numerose pubblicazioni di altri autori.

Indice

INTRODUZIONE

PARTE PRIMA

STRUTTURE E FUNZIONE POSTURALE - L'ADATTABILITÀ - IL BILANCIAMENTO - IL MODELLO

1. - LA MECCANICA POSTURALE

1.1 IL CORPO UMANO COME STRUTTURA STATICO-MOTORIA

1.1.1 I sistemi chiusi cinematici
1.1.2 I sistemi chiusi elastico-dinamici
1.1.3 Il sistema chiuso morfo-elastico-dinamico
1.1.4 Considerazioni sui sistemi chiusi

1.2 LA BASE D'APPOGGIO (I PIEDI) - CARATTERISTICHE STRUTTURALI E FUNZIONALI


2. - IL CONTROLLO E LA GESTIONE

2.1 I SISTEMI E LE VIE DELL'INFORMAZIONE

2.1.1 Il sistema Somatosensitivo
2.1.2 II sistema Otovestibolare e Oftalmico

2.2 L'INTEGRAZIONE DEI MESSAGGI - L'ELABORAZIONE - LA MEMORIA

2.3 IL MANTENIMENTO DELL'EQUILIBRIO

2.4 VIE EFFERENTI

2.5 ELABORAZIONE DELL'INFORMAZIONE

2.5.1 Schema: le strutture neurologiche e la loro funzione
2.5.2 Muscoli

APPENDICE


3. - ADATTABILITÀ ED EQUILIBRIO

3.1 LE FORZE INTERNE ED ESTERNE

3.1.1 La gravita amica

3.2 ADATTABILITÀ ED ADATTAMENTO

Passivo e Attivo

3.2.1 Concetto di bilanciamento

A - La dinamica del sistema cranio-cervico-toracico
B - La dinamica del sistema toraco-lombo-pelvico
C - Bilanciamento del bacino sugli arti inferiori
D - I Sistemi statico-dinamici complessi d'interazione somatogravitazionale

3.2.2 Adattamento dei recettori, dei centri di elaborazione e di programmazione
3.2.3 Adattabilità attiva e passiva coordinata
3.2.4 I livelli superiori: l'adattamento e l'abituazione


3.3 POSTURA E MOVIMENTO

SCHEMA 1
SCHEMA 2

3.4 LA COMPONENTE OCCLUSALE DELLA POSTURA

3.5 ADATTAMENTO DEL CRANIO

3.6 LA DINAMICA DELLE FORZE AL SUOLO

3.6.1 L'equilibrio della massa corporea e della struttura
3.6.2 L'equilibrio interno
3.6.3 Ritmo posturale - Ritmo corporeo


4. - IL MODELLO

PARABOLA

4.1 LO SCHEMA IDEALE O PROTOTIPO

4.1.1 Modello meccanico
4.1.2 Modello gestionale
4.1.3 Modello funzionale

4.2 IL MODELLO GENETICO. IL TIPO: della stirpe, famigliare, individuale

4.3 IL MODELLO E IL PROCESSO FUNZIONALE: SIMULAZIONE


PARTE SECONDA

ADATTAMENTO - DISFUNZIONE - PATOLOGIA

5. - DISFUNZIONE POSTURALE

5.1 L'ADATTAMENTO E IL PROCESSO DISFUNZIONALE

5.1.1 Dall'Adattabilità all'adattamento plastico

5.2 LA DISFUNZIONE

5.2.1 Fattori causali della disfunzione
5.2.2 Causa ascendente - Causa discendente - Concausa

5.3 COME AVVENGONO GLI "ADATTAMENTI" PLASTICI - CORRELAZIONI

5.4 LA GRAVITA' NEMICA

5.5 VIZI POSTURALI-I COMPENSI

NOTE


6. - LE PATOLOGIE NELL'AMBITO POSTURALE

6.1 PATOLOGIE CONSEGUENTI E CAUSALI

6.1.1 Patologie derivanti da disfunzioni posturali
6.1.2 Patologie che causano disfunzioni posturali

6.2 "COMPONENTE MECCANICA"-PATOLOGIE DA DISASSAMENTO

6.3 PROBLEMI SENSORIALI

6.4 PROBLEMI VARI

6.4.1 Il problema occlusale
6.4.2 II problema dolore

 

PARTE TERZA

ESAME POSTURALE


7. - I CODICI MORFOLOGICI E FUNZIONALI

Estetica e postura

7.1 LA STRUTTURA DEL CORPO UMANO E IL RAPPORTO TRA LE VARIE PARTI

7.2 IL CORPO IN RIFERIMENTO AGLI ASSI E PIANI DELLO SPAZIO - in un sistema aperto - SOMATOSTEREOANALISI

7.2.1 Preparazione dell'ambiente per l'esame
7.2.2 Assi e piani dello spazio relativi al corpo umano in piedi e alla sua linea di gravità
7.2.3 Riferimento degli assi e dei piani dello spazio al corpo umano


7.3 TERMINOLOGIA

7.3.1 Dislocazioni e movimenti del corpo umano nel sistema chiuso
7.3.2 Nel sistema aperto

7.4 PARAMETRI DELLE FUNZIONI DINAMICHE

7.5 PARAMETRI DELLE FUNZIONI SENSORIALI

7.6 ESTETICA E POSTURA


8. - ESAME OBIETTIVO GENERALE

PREMESSA

8.1 DATI PERSONALI E FAMIGLIARI

8.2 ESAME MORFOLOGICO STRUTTURALE - SOMATOANALISI

8.3 ALLINEAMENTO DEL CORPO IN RELAZIONE ALLA LINEA DI GRAVITA -SOMATOSTEREOANALISI

8.3.1 Esame della componente dinamica

8.4 ESAME DELLA MOBILITÀ

8.4.1 Mobilità passiva
8.4.2 Esame motorio posturale - Mobilità attiva

8.5 ESAME ANALITICO

8.6 ESAME DI BASE DEI SISTEMI DI GESTIONE E DELLA OCCLUSIONE

ESEMPIO DI CARTELLA CLINICA


9. - ESAMI STRUMENTALI - DALLA STABILOMETRIA ALLA POSTUROMETRIA

PREMESSA

9.1 METODICHE SPECIFICHE DI ESAMI TRADIZIONALI

9.1.1 Esami della componente morfologico strutturale
9.1.2 Esami relativi a fenomeni funzionali

9.2 ESAMI E STRUMENTI DI NUOVA CONCEZIONE

9.2.1 Strumenti per l'analisi delle forze al suolo - Stereoanalisi

9.3 DALLA STABILOMETRIA ALLA POSTUROMETRIA

9.3.1 Perché la postura stabilometria
9.3.2 Triangolo funzionale del piede
9.3.3 Piattaforma posturo-stabilometrica


10. - L'ESAME POSTURO-STABILOMETRICO

10.1 VALUTAZIONI CON L'ESAME POSTURO-STABILOMETRICO

10.1.1 Caratteristiche della piattaforma
10.1.2 Preparazione dell'esame
10.1.3 Esame Stabilometrico
10.1.4 Esame Posturometrico

10.2 L'ESAME POSTURO-STABILOMETRICO NELLA VALUTAZIONE DELLA POSTURA - STEREOANALISI

10.2.1 Analisi e valutazione del ritmo corporeo
10.2.2 Analisi del bilanciamento tonico e del ritmo
10.2.3 Test del bilanciamento dinamico
10.2.4 Test di adattamento
10.2.5 Discriminazione del disordine da disassamento spaziale e del disordine delle forze interne
10.2.6 Strumenti per l'analisi del corpo e della sua posizione nello spazio


PARTE QUARTA

I RIMEDI: Educazione - Rieducazione - Terapia


11. - EDUCAZIONE E RIEDUCAZIONE

PREMESSA

11.1 INDIVIDUAZIONE E ANALISI DEI PROBLEMI - PROGETTO - TECNICHE

11.2 RIEDUCAZIONE RELATIVA AL RAPPORTO TRA I VARI SISTEMI CHIUSI DEL CORPO:SOMATORIEDUCAZIONE

11.2.1 Risoluzione delle resistenze: fase passiva
11.2.2 Risoluzione delle resistenze: fase attiva

11.3 CORREZIONE DEL BACINO IN ALLINEAMENTO CORPOREO

11.4 ARMONIZZAZIONE DELLE TENSIONI SEGMENTARIE

11.5 RIEDUCAZIONE DELLA POSIZIONE DEL CORPO IN ALLINEAMENTO

11.5.1 Il feedback conoscitivo: ricondizionamento dei sistemi di informazione e di integrazione
11.5.2 Rieducazione del bilanciamento e del ritmo posturale - Somatostereoanalisi


12. - RIEDUCAZIONE STRUMENTALE

12.1 STRUMENTAZIONI TRADIZIONALI - ROTTURA DEGLI SCHEMI ERRATI E DELLE RESISTENZE - RIEDUCAZIONE PROPRIOCETTIVA

12.1.1 Rieducazione propriocettiva

12.2 ESERCIZI FEEDBACK E FEEDFORWARD CON PIATTAFORMA POSTURO-STABILOMETRICA - ROTTURA DEGLI SCHEMI ERRATI E RISTRUTTURAZIONE DEGLI SCHEMI CORRETTI

12.3 METODOLOGIA DI STEREORIEDUCAZIONE DELL'EQUILIBRIO E DELLA POSTURA

12.4 STEREORIEDUCAZIONE POSTURALE GLOBALE-BILANCIAMENTO-ADATTAMENTO

12.5 SOMATOSTEREORIEDUCAZIONE STRUMENTALE


13. - RIPROGRAMMAZIONE DELLO SCHEMA CORPOREO

13.1 ACQUISIZIONE E MANTENIMENTO DELLA COMPONENTE STRUTTURALE E DELLA ORGANIZZAZIONE NEURO-SENSORIALE

13.1.1 Esercizi al tappeto
13.1.2 Esercizi in ortostatismo con il corretto allineamento dell'asse corporeo
13.1.3 Rieducazione degli apparati sensoriali
13.1.4 Occlusione
13.1.5 Principi fondamentali

13.2 RIPROGRAMMAZIONE E MANTENIMENTO DEELO SCHEMA CORPOREO - CORRETTO RAPPORTO CON L'AMBIENTE

13.2.1 Schema corporeo


14. - PROBLEMI SENSORIALI ED OCCLUSALI

DIAGNOSI E TRATTAMENTO - RIEDUCAZIONE E TERAPIE

14.1 I PROBLEMI SENSORIALI

14.1.1 Esame diagnostico clinico

14.2 APPARATO OFTALMOLOGICO

14.2.1 Test posturometrici e stabilometrici relativi alla soppressione o manipolazione dell'apparato oftalmologico

14.3 APPARATO OTOIATRICO

14.3.1 Test di attivazione dell'insieme Vestibolo - Cervice -Visivo

14.4 APPARATO PROPRIOCETTIVO ED ESTEROCETTIVO

14.4.1 Test di soppressione del messaggio propriocettivo e esterocettivo dei piedi
14.4.2 Altri atteggiamenti posturali

14.5 INTERVENTI TERAPEUTICI O RIEDUCATIVI

14.5.1 Metodiche di rieducazione sensoriale

14.6 IL PROBLEMA OCCLUSALE

14.6.1 Esame con la piattaforma Posturo-Stabilometrica
14.6.2 La deglutizione
14.6.3 Rieducazione dei disordini posturali "occlusali"


15. - CONSULENZE E COLLABORAZIONI TRA VARIE COMPETENZE

LA "POSTURA" NELLE VARIE DISCIPLINE - LE TERAPIE

15.1 CONSULENZE E COEE AB ORAZIONI TRA EE VARIE COMPETENZE

15.1.1 Oftalmologia e Postura
15.1.2 Vestibologia e Postura
15.1.3 Occlusione e Postura

15.2 LA "POSTURA" NELLE VARIE DISCIPLINE

15.2.1 Fisiatria e Ortopedia

15.2.1.1 Anziani e affetti da handicap
15.2.1.2 Postura nell'amputato - Protesi di arto inferiore

15.2.2 Pediatria ed età evolutiva
15.2.3 Sport
15.2.4 Lavoro
15.2.5 Postura e Gravidanza

15.3 LA POSTURA E LE ETÀ DELL'UOMO

15.3.1 La postura e l'anziano - L'età non è una condanna

15.4 IL PROBLEMA DOLORE

15.5 LE TERAPIE - SIGNIFICATO E SCOPI

15.5.1 Chirurgia e postura
15.5.2 Le protesi e i tutori ortopedici

15.6 TERAPIA FISICA

15.7 TERAPIA FARMACOLOGICA


16. - CERTEZZE - DUBBI - IPOTESI

16.1 RITMO CORPOREO E RITMO POSTURALE

16.1.1 Il bilanciamento

16.2 PRINCIPIO DI INDETERMINAZIONE

16.3 PRINCIPIO DI CORRELAZIONE

16.4 IL FENOMENO QUANTICO COME ELEMENTO DI COORDINAZIONE DEGLI STIMOLI MUSCOLARI

16.5 PSICOLOGIA E POSTURA

16.6 POSTURA E PESO

16.7 IL LINGUAGGIO

16.8 LA LINEARITÀ - LA COMPLESSITÀ - IL CAOS NELL'ARTE

16.9 ALCUNI STUDI RELATIVI ALL'ESAME POSTURO-STABILOMETRICO

GLOSSARIO

INDICE ANALITICO

BIBLIOGRAFIA