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Pippo e un volo verso l'infinito

BONAZZI C.

Pag. 176 - illustrazioni b/n

ISBN 978-88-7572-062-9

Quantità

Prezzo di copertina 16,00 €

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L'Autore
Introduzione
Prefazione
Indice
La prima pagina...

 

L'Autore

 

Cesare BONAZZI

Nato a Medicina (BO) il 20 Giugno 1930. Sposato con due figli. Vive a Selva Malvezzi dall'età di due anni al compimento degli studi Universitari.

Dopo la laurea si trasferisce a Milano dove viene assunto all'Alfa Romeo. Successivamente passa all'Anic Società del Gruppo ENI, e qui è impiegato principalmente in attività commerciali in Italia e all'Estero.

Nel 1977 viene assunto come Direttore: di Multibank dall'Associazione delle Casse di Risparmio dell'Emilia-Romagna per promuovere l'attività commerciale della clientela.

Dopo tre anni rientra in ENI a Roma, come assistente del presidente dì una Società finanziaria del Gruppo.

In seguito come dirigente Enichem, svolge attività prima di dismissioni poi di marketing ad infine di pubbliche relazioni con le Università italiane e straniere.

Promuove un importante Convegno Italia-Cina, sponsorizzando l'Università di Genova. Ora vive a San Donato Milanese.

 

Introduzione

 

Il protagonista Francesco, vive dall'età di due anni a Selva Malvezzi, piccola frazione del Comune di Molinella, dove rimane fino al compimento degli studi universitari.

Assiste nei suoi anni verdi dai 13 ai 15 anni agli orrori della guerra, distorti ora in un senso ora in un altro, dalle varie parti che agiscono in quello sconfortante scenario: Tedeschi, Fascisti, Partigiani, bombardamenti alleati su Bologna (terrificanti), e quelli fastidiosi notturni di "Pippo".

Nel suo piccolo mondo, il protagonista Francesco osserva gli attori, non attento agli slogan della propaganda dei belligeranti, ma agli scenari umani che inesorabilmente lo affliggono in quei tre anni. Assiste alla disperazione di un soldato tedesco che apprende della distruzione della propria famiglia in un bombardamento aereo e della morte del fratello sul fronte russo. Scopre la disperazione del soldato che passa ore a guardare la fotografia della fidanzata della quale non ha più notizie e si apparta in un posto isolato ad ascoltare con un vecchio grammofono "Lili Marlen" e "Tornerai". Vive della confidenza che questi giovani gli dischiudono perché dalla parte di un ragazzo quasi bambino si accorgono dell'attenzione accorata a loro dedicata.

Come è possibile che il ragazzo possa capire che questi personaggi sono i cattivi e quelli che vengono di notte a lanciar bombe sono i buoni? Non bisogna trascurare il fatto che la PELZ (compagnia presente nell'area di Francesco) era una compagnia in supporto all'aviazione dove militava la parte più nobile dei soldati tedeschi.

Di questi soldati che si sono aggrappati alla sua famiglia con tutte le attenzioni possibili, non escluso un intervento del Comando Tedesco a difesa di un parente prigioniero in Germania, che lo sottrae da morte certa, facendolo trasferire da una miniera di piombo ad una famiglia di agricoltori.

E Francesco custodisce il segreto che in soffitta della propria casa si nascondono alcuni partigiani.
Come è possibile fargli capire che è un nemico il sottoufficiale che presidia la sua abitazione in assetto di guerra, allontanando la squadra di un rastrellamento che fa seguito all'uccisione di un ufficiale tedesco da parte dei partigiani, gridando.: "Questo è un alloggio di soldati tedeschi?"

Come può, più, avanti, nel Febbraio del 1945, rimanere indifferente alla descrizione del bombardamento su Dresda che conta 200.000 morti, la maggior parte dei quali perisce fra atroci sofferenze causate dalle bombe al fosforo?

Come è possibile spiegargli l'utilità del sacrificio, in quel bombardamento, dei 2000 aviatori inglesi ed americani a bordo dei 400 bombardieri abbattuti da una caccia tedesca ormai inesistente, che si butta disperata a difendere inutilmente quella Città?

Per che cosa tutto questo?

Per finire al più presto la guerra viene detto a Francesco.

Per terminare le nefandezze perpetrate da Hitler oltre che a danno di ben nove milioni di ebrei trucidati anche alle popolazioni ostili al nazismo ed agli stessi tedeschi ed italiani dissenzienti.

E Francesco resta perplesso.

Finisce la guerra e altre contese feroci più che mai si susseguono.

Il sogno di Francesco si concretizza nella scoperta di una Astronave che, proveniente da lontani spazi siderali, è comparsa per portar soccorso all'umanità terrestre.

E anche qui la perfidia e la violenza dei fanatici distrugge un sogno, lasciando intravedere in lontananza lo spettro inesorabile dell'Apocalisse.


Prefazione

 

Il lavoro svolto si riferisce ai ricordi salienti della Vita di Francesco Cesare Bonazzi legati da un racconto di fantascienza, pretesto utilizzato per allargare l'orizzonte dei fatti concreti, ampliare l'arco ormai definito di una vita che sta per concludersi ed esprimere più ampiamente sensazioni, sogni, speranze.

Il racconto, se così si può definire, riporta fatti concreti, visti dalla figura di un ragazzo che ha partecipato alle vicende della guerra.

Non vuole esprimere pregiudizi politici o apprezzamenti inopportuni quando racconta la crudeltà di episodi vissuti in un certo momento storico: i tedeschi occupanti non sono i cattivi ed i partigiani non sono gli eroi.

L'ottica qui è prettamente umana. Vengono evidenziati i valori che emergono dall'osservazione di un ragazzo (Francesco tredicenne-quattordicenne).

Certi fatti vissuti lo hanno segnalo a fuoco e gli resteranno impressi tutta la vita.

Per quanto scarno sia il piano politico, anche qui emerge il desiderio di vedere una umanità che si sta perdendo nell'odio ricomposta in un miracolo realizzato e poi infranto dall'intervento di forze extraterrestri più avanzate che tuttavia esprimono il pensiero dell'autore che vorrebbe essere libero e guardare solamente all'uomo e ai suoi Valori.

La preferenza che emerge nei confronti di militari tedeschi rispetto ai partigiani non vuole essere una scelta politica, ma semplicemente una osservazione dei fatti che si sono svolti intorno a lui in quel preciso momento storico e in quel luogo particolare che costituiva il "piccolo universo di Francesco".

Sono messi in evidenza i grandi valori dell'uomo: le passioni, la musica, l'amore per la natura nelle sue splendenti manifestazioni che affascinano e talvolta sconvolgono l'autore.

Nerio Pantaloni

 

Indice

 

Prefazione

Una Stella sulla collina

L'incontro

Il sogno (le terapie)

Il primo viaggio

Trattamenti e ricordi

Problemi

Le capacità medianiche di Stella

Furio

Ricordi di guerra

Costanza

Emanuele

Il calzolaio

I feriti sul "Tigre"

Ancora guerra

Olimpia

Lucifero

Il mio Miglior Amico

Franca

Mirella

Un'occasione perduta

Hawaii

La Scala

Il "Centro di Sicurezza"

Il Mar Rosso

Il volo verso l'infinito

 

La prima pagina...

 

Una Stella sulla collina

Francesco stava salendo una ripida e faticosa collina scoscesa, nei pressi di una radura dove un paio d'ore prima aveva parcheggiato la sua vettura.

Quel colle era per lui carico di ricordi passati, che richiamavano alla mente alcuni amori brevi, ma intensi, vissuti in occasioni di vacanze estive, finiti così come erano nati. Tutti ricordi dolci, legati alla meraviglia dei venti anni.

La mente di Francesco andava sempre più indietro nel tempo fino a raggiungere l'età dei quattro anni quando vide per la prima volta il mare: fu come scoprire un mondo.

La spiaggia sembrava vestita a festa ed il mare che interrompeva la sabbia con le sue onde che la lambivano, sorrideva con la schiuma delle loro increspature che si rompevano sia vicino che lontano.

Seguirono per il piccolo Francesco giornate di contemplazione di quella meraviglia. Avrebbe voluto abbracciare quella immensità e stringersela al cuore come un adolescente una bimba innamorata.

Così nei giorni che scorrevano il piccolo Francesco ebbe modo di conoscere anche la grande severità di quel mondo che si presentava con le sue acque blu notte, quasi nere e l'infrangersi delle onde non più come sorriso ma quasi come un ghigno rabbioso.

E Francesco lo contemplava estasiato e quando coglieva i momenti più belli il cuore gli si gonfiava e gli occhi si riempivano di lacrime e piangeva, piangeva come se tutto ciò che vedeva avesse voluto possederlo con un impossibile abbraccio infinito.

È la stessa sensazione che provava tuttora quando sentiva della musica che lo coinvolgeva spiritualmente in un mondo di luce abbagliante ed infinita.

Francesco ansimava in quella salita tanto faticosa e pensava ai suoi successi nella vita e ai vuoti che la stessa gli aveva lasciato...