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EDIZIONI
MARTINA
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Collana di Riabilitazione e Rieducazione
Neuromotoria
Specialista in neurologia e libero docente di medicina fisica e Riabilitazione presso l'Università di Bologna. Autrice di numerose pubblicazioni scientifiche e trattati monografici. Titolare di brevetti su nuove ortesi e di procedure rieducative, validate in USA su finanziamento del governo americano. Il metodo rieducativo da lei ideato è stato citato nell'annuario: "Progress Reports" - Rehabilitation Research and Development Service, USA. Alla Prof. Vannini è stata attribuita la cittadinanza onoraria americana e le chiavi della città di Memphis. Medaglia d'oro al merito della salute pubblica. Onorificenza consegnata dal Presidente della Repubblica Carlo Azelio Ciampi il 7 aprile 2004.
Volumi pubblicati 1) CHINESIOLOGIA PROPEDEUTICA ALLA RIABILITAZIONE In preparazione 4) PROTOCOLLO RIEDUCATIVO DEL PARAPLEGICO ' |
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La nascita della medicina basata sull'evidenza, la cui comparsa risale al 1992 quando il termine EBM apparve per la prima volta su Jama, ad opera di un working group della Mc Master University, ha provocato in pochi anni profonde e radicali modifiche nella metodologia e nella gestione di qualsiasi approccio terapeutico. Sviluppata con l'intento di codificare in maniera pragmatica sia le macrodecisioni di sanità pubblica sia la pratica medica sul paziente, ha trovato terreno fertile e facile applicazione in alcune specialità della medicina, mentre in altri settori ha stentato ad affermarsi. Tra essi sicuramente la riabilitazione rappresenta un esempio paradigmatico, stante la difficoltà ad applicare i rigidi criteri della EBM ad un settore in cui l'approccio terapeutico riabilitativo, i criteri di valutazione di efficacia, i determinanti di outcomes sono difficilmente standardizzabili anche per la peculiarità dei pazienti su cui insistono. La chinesiterapia, la cui corretta interpretazione è, a mio avviso, terapia per il movimento, non si discosta in questa ottica degli altri settori della riabilitazione. È quindi con particolare attenzione ed interesse che questo testo va valutato, studiato e applicato, in quanto riesce mirabilmente ad integrare e compendiare la medicina basata sull'evidenza, testimoniata da un approccio metodologico scientificamente ineccepibile, con la medicina narrativa in cui il rapporto psicologico con il paziente e la pratica riabilitativa derivanti da anni di terapia "sul campo" maturato dalla prof. Vannini, sono elementi qualificanti. Questo terzo volume della collana di riabilitazione e rieducazione neuromotoria, diretta dalla prof.ssa Vannini è quindi nel solco di una medicina moderna, aggiornata, ma che fa tesoro dell'esperienza e della passione vera che l'autrice nutre per la riabilitazione. Prof. M. Fini
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3. ETIOPATOGENESI DEL DIMORFISMO TORACICO
4. MECCANICA RESPIRATORIA E IL CONTROLLO NEUROMUSCOLARE 5. I DISAGI RESPIRATORI NEL DISMORFISMO TORACICO 6. IL PROGRAMMA CHINESITERAPICO NEL TORACE DISMORFICO 7. TEST DI VALUTAZIONE 8. L'ESSENZIALE TERAPEUTICO NEI PRINCIPALI DIMORFISMI DEL TORACE
9. SINTESI CONCLUSIVA |
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CAPITOLO 1 CONSIDERAZIONI IN PREMESSA Ogni disordine del profilo anatomico della gabbia toracica assume una speciale rilevanza clinica non solo per la disarmonia estetica che questo comporta, ma per l'impoverimento funzionale del sistema cardio-respiratorio topograficamente inserito nella cavità toracica. È noto infatti come il ritmico succedersi delle fasi respiratorie garantito dal variare degli spazi anatomici e delle pressioni toraco/addominali, promuove una cascata di input meccanici, chimici e nervosi che si riflettono sulla attività cardiovascolare. Il variare degli spazi e delle pressioni intratoraciche ed intraaddominali, sostiene il perenne lavoro del cuore nella gestione del ritorno venoso e della gittata arteriosa. La sola dinamica diaframmatica nelle sue oscillazioni in/espiratorie favorisce alternativamente la fase diastolica e la fase sistolica del cuore senza contare come il polmone con la chiusura ed apertura del suo albero vascolare interviene nella gestione della massa ematica in una totale alleanza con l'attività meccanica del cuore. Ancora oggi la prevenzione ed il recupero di un dimorfismo toracico come di ogni altra disarmonia muscolo-scheletrica ritrova nella ginnastica correttiva lo strumento terapeutico più efficace che, se a tempo somministrato, è in grado di produrre benefici effetti meccanici sulla disarmonia principale e benefici effetti sulle disarmonie secondarie che il dimorfismo principale trascina nel suo evolversi e nel suo strutturarsi. Nel caso poi di un dimorfismo toracico, dove vengono in vario grado turbate le grandi funzioni vitali cardiorespiratorie si assiste ad una mortificazione del bioritmo neurovegetativo e con esso del tono psico/emotivo del paziente. Il movimento terapeutico dimostra una sicura efficacia non solo nel recupero della dismorfia presa in esame, ma nei confronti del quadro generale del paziente in termini di benessere psicofisico globale e di migliorata percezione estetica del suo corpo. Il movimento terapeutico si distingue dal comune muoversi quotidiano in quanto è dosato nelle ampiezze angolari dei sistemi scheletrici coinvolti nel lavoro, dosato nei moduli contratturali di allungamento e accorciamento muscolare, nei ritmi delle gestualità, nella velocità e nella durata della esercitazione. La chinesiterapia dimostra la sua efficacia in tutte le situazioni dismorfiche qualunque sia l'agente causale che le ha determinate quali l'ereditarietà, i traumi, disordini neuro endocrini e o metabolici, qualunque sia la concausa che interviene nel tracciare l'iter evolutivo come l'inerzia, il protrarsi di atteggiamenti posturali scorretti, un disordine alimentare, il sovrapporsi di patologie infiammatorie o degenerative aggravanti il quadro dismorfico. Il movimento terapeutico assume la sua massima efficacia se introdotto precocemente al primo esprimersi del disordine morfologico interrompendo l'iter evolutivo della dismorfia. Nel caso in cui il dismorfismo abbia raggiunto la sua definitiva strutturazione, la chinesiterapia saprà svolgere un ruolo straordinario nel preparare il paziente all'uso di ortesi correttive o alle procedure chirurgiche previste per la correzione del danno. Quando il torace assume il carattere di un torace dismorfico per errato orientamento degli elementi scheletrici che lo compongono o per alterazione dei reciproci rapporti muscolo articolari, offende...
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