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Presentazione
Indice
La prima pagina
 

STORIA DELL’IGIENE ORALE e DEI RIMEDI ANTALGICI dalle origini al XIX secolo

COND̉ S.G. - CERRONI L. - COND̉ R.

Pag. 76 - 113 illustrazioni a colori

ISBN 978-88-7572-102-2

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Presentazione

Quando gli Autori mi hanno invitato a stendere una presentazione del proprio lavoro, oltre a rimanerne lusingato, ho temuto di trovarmi di fronte ad una lettura non facile, al contrario sin dalle prime pagine la progressione diveniva oltre che interessante estremamente piacevole.

In maniera semplice e chiara viene illustrato il percorso storico dell’igiene orale che fin dai primordi dell’umanità ha rappresentato la prima e spesso unica vera forma di trattamento odontoiatrico, basata essenzialmente sulla prevenzione sia delle malattie del cavo orale sia dell’alitosi. Ebbene fin dall’antichità l’alitosi ha sempre rappresentato una importante limitazione nei rapporti tra individui ed era proprio la religione ad imporre ferree regole ai fedeli per contenere tale problematica.

L’altro tema del testo: “i rimedi antalgici”, ci dimostra ancora una volta come tutta la farmacologia tragga origine prevalentemente dallo studio e impiego delle piante i cui componenti, da sempre, rappresentano la fonte primaria di molecole medicamentose e l’odontoiatria non fa eccezione alle altre branche mediche.

Altro aspetto interessante, puntualmente illustrato nel libro, riguarda l’esistenza fin dall’antichità di figure di dubbia formazione professionale nonché approfittatori delle umane sofferenze che si contrapponevano a seri professionisti e studiosi, malcostume con il quale, purtroppo ancora oggi ci confrontiamo.

Gli Autori nella propria trattazione si avvalgono di numerosissime fonti bibliografiche ed associano una divertente ed esaustiva iconografia che accompagna costantemente il testo rendendone ancora più gradevole la lettura.

Credo che questo lavoro sarà interessante non solo per gli specialisti del settore ma anche per il comune lettore, che ne trarrà piacevoli conoscenze. Auguro agli amici Autori di ottenere la soddisfazione che il loro impegno merita.

Claudio Arcuri

Indice

Introduzione

CAPITOLO 1

Prodotti per l’igiene orale e rimedi antalgici

Egizi e Cinesi

Dai babilonesi agli ebrei

Greci

Romani

Dalla caduta dell’Impero romano al XIV secolo

Dal XV al XVII secolo

Dal XVIII al XIX secolo


CAPITOLO 2

Religione, magia e tradizioni popolari


CAPITOLO 3

Gli strumenti per l’igiene orale

Stuzzicadenti e fili interdentali

Chewing sticks

Spazzolini da denti

Masticatori e chewing gum

Considerazioni

Bibliografia

La prima pagina

E' ormai assodato che le abitudini alimentari siano in grado di condizionare lo stato e le patologie dell'apparato odontostomatognatico.

È noto anche che il livello di civilizzazione influisce nel determinare la frequenza della patologia cariosa e in particolare, per quanto concerne le abitudini alimentari, ampiamente comprovato da vari Autori. Già Mummery (1870) aveva descritto, in studi sulla presenza della carie in dentature di antiche popolazioni britanniche, come, col progredire della civilizzazione, si assistesse ad un peggioramento dello stato dei tessuti duri dentari. Le stesse considerazioni vengono riprese da Miller W.D., che collega la minor frequenza di carie nelle popolazioni con uno stile di vita più "primitivo" ad un tipo di alimentazione a base di cibi ad elevata consistenza e che non producano fermentazione acida nel cavo orale.

Le patologie del cavo orale, hanno dunque accompagnato l'uomo fin dall'antichità, come testimoniano i resti preistorici delle ossa mascellari appartenenti ai nostri antenati, anch'essi non risparmiati di certo da carie e riassorbimento dell'osso alveolare (Fig. 1).

I reperti archeologici risalenti al Paleolitico inferiore (Heidelberg e Neanderthal), Paleolitico superiore (Aurignac e Cro-Magnon), e a talune razze del Mesolitico dimostrano che inizialmente i denti umani erano più massicci e un po' più grandi di quelli attuali (Fig. 2).

Nonostante ciò, le superfici occlusali, presentano marcati segni di abrasione, in virtù del tipo di alimentazione e del modo di masticare e di utilizzare i denti, impiegati infatti, sia per la prensione degli oggetti che come veri e propri strumenti di lavoro. Tale usura dentaria appare collegata all'alimentazione prevalentemente vegetariana, in particolare all'azione abrasiva di semi contenuti in alcuni frutti, analogamente a quanto si osserva nei grandi primati frugivori (Fig. 3).

Anche la dieta carnea, associata alla scarnificazione delle ossa animali, comporta un certo grado di usura, unitamente all'inquinamento della preda con cristalli di silice, dovuto al trascinamento del cibo su terreni sabbiosi: il fatto che gli uomini preistorici fossero anche dediti alla pesca è dimostrato dal rinvenimento, nel tartaro, di frammenti di lische di pesce (Fig. 4).

Nell'uomo dell'epoca neolitica si osserva invece, una diminuzione delle abrasioni alimentari a carico degli elementi dentali, attribuibile alla consuetudine di frammentare i cibi prima di consumarli, il che non comporta minore incidenza di malattie odontostomatologiche, che tendono, viceversa, ad aumentare. Comincia a manifestarsi la carie, del tutto eccezionale nel corso del Paleolitico e Mesolitico, indice di un rudimentale grado di civilizzazione, la cui incidenza appare intorno ali' 1,5-3% in epoca neolitica, e che tenderà ad aumentare progressivamente nell'uomo dei tempi storici. Naturalmente non sappiamo a quali mezzi si facesse ricorso, nella preistoria, per combattere il dolore delle malattie dentarie, anche se si possono presumere rimedi semplici come il caldo o il freddo. Infatti, la medicina popolare, per alleviare il dolore in assenza di rimedi antalgici, ha da sempre utilizzato impacchi freddi o caldi da applicare sulla guancia della parte interessata.

Quello che sicuramente sappiamo è che il "dente" è sempre stato oggetto di particolare attenzione da parte dell'uomo che, nel corso della storia lo ha mutilato, limato, ornato e tentato di curare con tutti i "rimedi naturali" resi disponibili dalle conoscenze mediche del momento (Fig. 5).

Una sorta di igiene orale è stata praticata dall'uomo fin dai tempi più remoti, avvalendosi di rudimentali spazzolini o stuzzicadenti e servendosi di liquidi, polveri e paste, egli riusciva a rimuovere dai denti i residui alimentari ottenendo sia una sommaria igiene orale che l'adempimento ad obblighi religiosi e sociali.

In questo contesto, anche se oggi nell'industria farmaceutica i prodotti sintetici hanno sostituito quasi del tutto i rimedi naturali di origine minerale, vegetale e animale, bisogna tener presente che sia la conoscenza che l'impiego di questi ultimi sono antichi quasi quanto l'uomo, il quale da sempre li ha utilizzati per prevenire e curare le patologie del cavo orale e alleviare i sintomi ad esse connesse, costituendone così le basi della moderna farmacologia odontoiatrica. In particolare, per quello che riguarda i prodotti vegetali, una loro più ampia e recente rivalutazione non può sottintendere la completa sostituzione della cura farmacologica, ma è chiaro che l'estrema utilità e versatilità di molte specie vegetali che per secoli hanno permesso la cura delle più comuni malattie del cavo orale non può essere disconosciuta.

La fitoterapia è la medicina più antica e diffusa tra quelle chiamate oggi accademicamente "medicine naturali" o "medicine non convenzionali" E noto che, la prima descrizione delle proprietà curative delle piante risale probabilmente al III millennio a.C. ed è contenuta nel Rig Veda, il più antico testo medico indù (Fig. 6); il popolo cinese, invece, attribuisce l'origine della fitoterapia all'imperatore Shen Nung ovvero il Divino Coltivatore (2738-2696 a.C.), autore del grande erbolario Pen Tsao Ching (Fig. 7)...