| EDIZIONI MARTINA S.R.L. | |
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Baldoni Marco Professore Ordinario Cattedra di Malattie Odontostomatologiche
Lauritano Dorina Ricercatore - Clinica Odontoiatrica - Università degli Studi di Milano-Bicocca
Franceschini Fabio Dottorato di Ricerca - Clinica Odontoiatrica - Università degli Studi di Milano-Bicocca
Leonida Alessandro Dottorato di Ricerca - Clinica Odontoiatrica - Università degli Studi di Milano-Bicocca
Bussolati Alessandra Assegnista di Ricerca - Università degli Studi di Milano-Bicocca
Greco Gildo Assegnista di Ricerca - Università degli Studi di Milano-Bicocca
Monaco Federica Assegnista di Ricerca - Università degli Studi di Milano-Bicocca
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La pubblicazione di questa prima monografia sulle lesioni potenzialmente maligne e carcinoma orale rappresenta un obiettivo che l'equipe di medicina orale dell'Università degli Studi di Milano Bicocca si era posta fin dall'inizio della propria attività di ricerca, didattica e clinica. Gli Autori hanno voluto proporre uno strumento utile per l'apprendimento di concetti basilari per la diagnostica e l'approccio terapeutico delle lesioni potenzialmente maligne e carcinoma orale. Nel testo si troverà quanto è necessario per affrontare percorsi diagnostici che permettono d'individuare la patologia in atto, notizie complete sulle principali alterazioni precancerose e cancerose ed indicazioni dettagliate per una terapia adeguata, sia essa farmacologica o chirurgica. La lettura rappresenta un momento formativo di fondamentale importanza per conoscere alterazioni patologiche che fanno parte del bagaglio culturale e professionale d'ogni Odontoiatra. La pubblicazione delle successive monografie renderà più semplice l'apprendimento e più chiaro il quadro generale degli argomenti di medicina orale; ogni monografia proporrà in maniera esauriente e completa tutti i contenuti necessari ad un'adeguata conoscenza delle nozioni principali della medicina orale. Marco Baldoni
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L'incessante evoluzione delle conoscenze in campo biomedico e la continua accelerazione nelle applicazioni tecniche alla salute dell'uomo fanno si che il trattato tradizionale debba oggi lasciare spazio a forme diverse di aggiornamento in modo da dare al lettore un quadro chiaro e sinottico degli argomenti trattati. Per raggiungere tale scopo, il gruppo di lavoro coordinato dal prof. Baldoni si è posto l'obbiettivo di affrontare le problematiche connesse con le lesioni potenzialmente maligne ed il carcinoma orale, che rappresentano uno dei problemi più diffusi a livello mondiale con evidenti e gravi ricadute socio-economiche e di sopravvivenza in relazione al ritardo diagnostico nel campo della medicina orale. Gli sconfortanti dati epidemiologici sul carcinoma orale impongono una seria riflessione. Il carcinoma squamoso del cavo orale è tra le dieci neoplasie maligne più diffuse al mondo, con tassi di sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi relativamente bassi (circa 60%) e sostanzialmente immutati negli ultimi trent'anni. La prevenzione primaria è un ovvio obiettivo da perseguire per ottenere un miglioramento di tali dati e gli odontoiatri dovrebbero essere coinvolti, al pari delle altre categorie di operatori sanitari, nelle strategie atte a sensibilizzare la popolazione sui gravi rischi connessi al fumo di sigaretta ed all'abuso di sostanze alcoliche (riconosciuti fattori di rischio per l'insorgenza del carcinoma orale). Ma è soprattutto nella prevenzione secondaria, e cioè nella diagnosi precoce, che gli odontoiatri sono inevitabilmente chiamati ad assumere un ruolo di primaria importanza. La sopravvivenza dei pazienti affetti da carcinoma orale è strettamente correlata con lo stage della neoplasia al momento della diagnosi; purtroppo, ad oggi solo un terzo dei casi viene diagnosticato in stadi iniziali, quando le probabilità di successo terapeutico sono maggiori ed i tassi di sopravvivenza sensibilmente migliori. Appare, pertanto, evidente l'importanza della diagnosi precoce ed agli odontoiatri, più che ad altre categorie mediche, spetta il compito fondamentale di un tempestivo inquadramento diagnostico di lesioni orali potenzialmente maligne, per cui non può essere tollerata da parte loro la mancanza di adeguate formazione e competenza in tema di carcinoma orale e di lesioni orali potenzialmente maligne. Trattare argomenti in modo da rispondere ai bisogni di formazione ed informazione non è semplice, ma il gruppo di colleghi dell'Università Milano-Bicocca ha centrato in modo brillante l'obiettivo proponendo uno strumento utile e facile per l'apprendimento e dando informazioni aggiornate per migliorare il bagaglio culturale di ogni Odontoiatra. La monografia si articola in vari capitoli che vanno dall'epidemiologia alla clinica, dalla classificazione istopatologica alla evoluzione e prognosi non trascurando di affrontare le problematiche terapeutiche e le prospettive future: giusta importanza è stata riservata agli aspetti diagnostici, arricchiti da chiare tabelle sulla diagnosi differenziale e da utili flow chart che guidano in maniera agevole lungo l'iter per un corretto inquadramento diagnostico delle diverse lesioni orali. Come Presidente della Società Italiana di Patologia e Medicina Orale (SIPMO) non posso che accogliere con piacere la pubblicazione della presente monografia, curata dal prof. Marco Baldoni, dalla dott.sa Dorina Lauritano e dai loro Collaboratori, che, sono certo, troverà il riscontro che merita. Lorenzo Lo Muzio
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Capitolo 1: DISORDINI POTENZIALMENTE MALIGNI (D. Lauritano, F.G. Franceschini, M. Baldoni, A. Leonida) LEUCOPLACHIA
Incidenza e prevalenza Età, sesso e sede
Capitolo 2: CLASSIFICAZIONE DELLA WHO DEI DISORDINI POTENZIALMENTE MALIGNI (A. Leonida, A. Bussolati, D. Lauritano) Iperplasia Displasia Gradi di displasia Grading istologico di displasia - sistema di Smith e Pindborg Lesione intraepiteliale squamosa (classificazione di Ljubljana) Riconoscimento di invasione precoce
Sviluppo del carcinoma orale Fattori predittivi negativi nell'evoluzione maligna della leucoplachia
Trattamento
Capitolo 3: IL CARCINOMA ORALE (D. Lauritano, G. Greco, A. Leonida) Introduzione Epidemiologia Incidenza globale Europa e Italia Stati Uniti d'America Sud America e Caraibi Africa Asia Caratteristiche descrittive associate con i dati d'incidenza
Oncogeni Oncosoppressori Mediatori dell'interazione tra cellule
Andamenti della mortalità Sopravvivenza
Capitolo 4: FATTORI PROGNOSTICI E TRATTAMENTO DEL CARCINOMA ORALE (A. Leonida, F. Monaco, D. Lauritano) Trattamento
CORRELAZIONI TRA CARCINOMA ORALE E HPV CONCLUSIONI E PROPOSTE PER IL FUTURO BIBLIOGRAFIA
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DISORDINI POTENZIALMENTE MALIGNI Nel 1972 la World Health Organization (WHO) ha definito questi disordini come: "alterazioni morfologiche tissutali nelle quali è più probabile l'evoluzione neoplastica rispetto al tessuto apparentemente sano". In base alla diversa percentuale di trasformazione maligna esse vengono distinte in (FONTEC 1989): Lesioni obbligate, con probabilità di evoluzione maligna molto alta (eritroplachia) Lesioni facoltative, con differenti, ma contenute percentuali di evoluzione maligna; vengono distinte in:
Nel 1978 la WHO poneva la differenziazione tra lesione e condizione precancerosa, ma un workshop tenutosi a Londra nel maggio del 2005 per discutere la terminologia e la classificazione di queste lesioni ha coniato il termine di "disordini potenzialmente maligni", dal momento che non tutte le lesioni evolvono in carcinoma, abbandonando così le precedenti distinzioni tra lesioni e condizioni precancerose [2].
LEUCOPLACHIA DEFINIZIONE Le lesioni bianche del cavo orale furono considerate come precancerosi già nel 1870 da Paget che coniò il termine leucocheratosi, corretto nel 1887 in Leucoplachia di Schwimmer. Nel 1936 Me Carthy descrisse le caratteristiche istologiche della leucoplachia classificando quattro stadi, dove lo stadio 4 si riferiva ad una lesione che, al microscopio ottico, mostrava evidente displasia e modificazioni in senso maligno. Nel 1978 in una pubblicazione della WHO la leucoplachia è stata definita come una "lesione prevalentemente bianca della mucosa orale non caratterizzabile in un'altra condizione né da un punto di vista clinico né da un punto di vista istopatologico" [1]. Differenti tentativi di modificare la
definizione proposta dalla WHO vengono mostrati nella Tabella [2].
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