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Presentation
Presentazione
Prefazione
Indice
La prima pagina
 

PATOLOGIA E CLINICA ENDODONTICA - Testo atlante

RICUCCI D.

Pag. 728 - Oltre 3000 illustrazioni a colori

ISBN 978-88-7572-089-6

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Presentation

Dear reader,

In your hands you are holding a unique textbook, put together by an exceptionally dedicated individual, who has a passion for the microscopic features of the disease processes of the dental pulp and the periapical tissues. Dr Domenico Ricucci 's ambition in producing this text is to demonstrate how the dentine/pulp/periapical tissue complex responds to bacterial elements and how that response may vary with clinical parameters. In this book he shares with you his findings in numerous cases accumulated and followed over many years and recorded in meticulous progress notes. In 20 chapters covering 700 pages with well over 3000 color illustrations, he takes you through the effects on the pulp of caries and other injuries, how they may or may not cause the pulp to succumb and allow bacterial organisms of the oral microbiota to enter and colonize the pulp chamber, thereby inducing and maintaining a variety of periapical tissue responses. Alongside this journey he addresses treatment concepts and the response patterns to the procedures used in endodontics to manage pulp exposures and irreversible manifestations. In the final chapter he discusses the intricacies in restoring the endodontically treated tooth. Though many descriptions on these events and procedures have been given before, none has been able to accompany the story with such an out of the ordinary set of histological illustrations that are put on display in this book.

I met Dr Ricucci for the first time well over 10 years ago. He came to Göteborg to approach me for advice as to whether his treated cases could serve as a basis for clinical research. The perfectionism by which they were treated and recorded was truly astonishing and we finally ended up in authoring several publications and a textbook chapter together. Concomitantly he had organized and set up a complete histological laboratory in his sterilization room of his practice in Cetraro to allow him a detailed analysis of the tissue reactions in and around those teeth that for various reasons had to be extracted. Within a very short period of time he developed extreme skills in handling and staining tissue sections. Especially he became a master of the rather difficult modification of the Brown and Brenn method according to Taylor for staining bacteria. Incalculable evenings and week-ends were then spent on processing, sectioning and analyzing tissue that he had secured from his own treated cases and which now has resulted in this amazing text.

For me personally, I consider the portions of the book relating to the effects on the pulp of caries are the most interesting. Surprisingly little information is available in our literature on how this key disease in dentistry affects the tissue organ inside the tooth. Especially which conditions are relevant in clinical decision making as to when a pulp should be removed and replaced with a root filling or be subject to a conservative treatment measure have escaped thorough analysis. In Chapter 5 Dr Ricucci demonstrates very clearly that the extent bacteria penetrate the pulp in a given lesion cannot be predicted by clinical means. Patients report of pain is normally an important lead. Yet, many times that may prompt erroneous removal of pulps that nonetheless have a great potential for survival. In chapter 8 Dr Ricucci makes pertinent recommendations as to how to manage deep caries lesions, when and why pulp capping/pulpotomy procedures should be considered, and how to explain to the patient there always is a risk for failure of these procedures. Dr Ricucci draws here on his rich clinical experience of this kind of clinical cases.

A piece of caution: "Patologia e Clinica Endodontica" is not aimed to serve as a hand book where you will find the latest on endodontic techniques or how to isolate teeth with rubber dam or to carry out proper root canal instrumentation and fillings with modern devices. The book is not even all-inclusive in terms of the structures and development of the dentine/pulp organ or the mechanisms as to how it may respond to microbial challenges. Yet clinical concepts are presented, illustrated by great cases and discussed on the basis biological principles. From this aspect the book offers a wealth of information. Students on both undergraduate and graduate levels as well as all of us, who carry a special interest in endodontology are to be congratulated for having been offered this masterful piece of work.

Gunnar Bergenholtz

Professor emeritus
Department of Endodontology and Oral Diagnosis,
Faculty of Odontology, Göteborg, Sweden

Presentazione

Caro lettore,

Hai tra le mani un testo unico, messo insieme da un personaggio di una dedizione eccezionale, animato dalla passione per le caratteristiche microscopiche dei processi patologici della polpa dentale e dei tessuti periapicali. L'obbiettivo del Dr. Domenico Ricucci nel produrre quest'opera è di dimostrare come il complesso dentina/polpa/ tessuto periapicale risponde agli elementi batteria e come questa risposta può variare con i parametri clinici. In questo libro egli condivide con te le sue osservazioni sui numerosi casi accumulati, seguiti nell'arco di molti anni e registrati meticolosamente con progressive annotazioni. In 20 capitoli che coprono oltre 700 pagine, con più di 3000 illustrazioni a colori, egli ti guida attraverso gli effetti sulla polpa della carie e di altre ingiurie, illustrando come queste possono o meno superare la resistenza della polpa e permettere agli organismi batteria della flora orale di penetrare e colonizzare la camera pulpare, inducendo e mantenendo di conseguenza una varietà di risposte da parte del tessuto periapicale.

Nel corso di questo viaggio egli espone concetti di trattamento e illustra le modalità di risposta alle procedure usate in endodonzia per trattare le esposizioni della polpa e le manifestazioni di danno pulpare irreversibile. Nel capitolo finale egli discute i complessi aspetti legati al restauro del dente trattato endodonticamente. Nonostante molte descrizioni di questi eventi e procedure siano state fornite in precedenza, in nessuna istanza la storia clinica è stata accompagnata da una così straordinaria collezione di immagini istologiche che fanno mostra di sé in questo libro.

Ho incontrato il Dr. Ricucci per la prima volta oltre 10 anni fa. Era venuto a incontrarmi a Göteborg per chiedere suggerimenti su se e come il suo materiale potesse essere adoperato come base in una serie di ricerche cliniche. Il perfezionismo con cui i suoi casi apparivano trattati e registrati era veramente sorprendente e la conclusione è stata che abbiamo prodotto insieme diverse pubblicazioni e un capitolo di un libro. Contemporaneamente egli aveva messo in piedi e organizzato di tutto punto un laboratorio istologico nella sala di sterilizzazione del suo ambulatorio in Cetraro, per permettergli una dettagliata analisi delle reazioni tessutali dentro e intorno a quei denti che per varie ragioni si trovano a dover essere estratti. In un breve lasso di tempo egli ha sviluppato una estrema capacità nel produrre e colorare sezioni tessutali. E' specialmente diventato un maestro nell'impiego della alquanto difficile modificazione di Taylor della metodica Brown e Brenn per la colorazione dei batteri. Un numero incalcolabile di serate e di fine settimana sono stati quindi spesi a processare, sezionare ed analizzare biopsie tessutali provenienti dai suoi propri casi, e che ora hanno trovato posto in questo formidabile testo.

Dal mio personale punto di vista considero le parti del libro relative agli effetti della carie sulla polpa le più interessanti. Sorprendentemente, nella nostra letteratura sono disponibili scarse informazioni su come questa entità patologica chiave in odontoiatria affligge l'organo tessutale all'interno del dente. In particolar modo è sfuggito a un'analisi dettagliata quali siano le condizioni determinanti nello stabilire clinicamente quando una polpa debba essere rimossa e rimpiazzata da un'otturazione canalare, o piuttosto essere avviata a una misura di trattamento conservativo. Nel capitolo 5 il Dr. Ricucci dimostra molto chiaramente come l'estensione della penetrazione batterica della polpa in una determinata lesione non possa essere stabilita con esattezza con mezzi clinici. La presenza del sintomo dolore nella storia riferita dai pazienti costituisce di solito una guida importante. Però molte volte questo può far decidere per una erronea rimozione di molte polpe che invece hanno una grande potenzialità di sopravvivere all'insulto. Nel Capitolo 8 il Dr. Ricucci offre delle pertinenti raccomandazioni su come affrontare le lesioni cariose profonde, quando e perché procedure di incappucciamento pulpare o pulpotomia possono essere prese in considerazione, e come spiegare al paziente che esiste sempre il rischio che queste procedure conservative possono fallire. Il Dr. Ricucci qui si basa largamente sulla sua solida esperienza sul campo in questo genere di situazioni cliniche.

Una nota importante: "Patologia e Clinica Endodontica" non ha l'obbiettivo di servire come un manuale dove reperire le ultimissime tecniche endodontiche, o su come isolare i denti con la diga di gomma, o ancora su come condurre la strumentazione e l'otturazione endodontica secondo le tecniche ritenute contemporanee. Il libro non è neanche onnicomprensivo in termini di struttura e sviluppo dell'organo pulpo/dentinale, o dei meccanismi in base ai quali esso risponde alle sfide microbiche. Ancora, sono presentati concetti clinici, illustrati attraverso l'esposizione di casi rimarchevoli e discussi sulla base di principi biologici. Sotto questo aspetto il libro abbonda di informazioni. Sia gli studenti del corso di laurea in odontoiatria che quelli dei corsi di specializzazione, così come tutti quelli tra noi che coltivano uno speciale interesse per l'endodontologia possono considerarsi fortunati per l'opportunità di disporre di quest'opera magistrale.

Gunnar Bergenholtz

Professor emeritus
Department of Endodontology and Oral Diagnosis,
Faculty of Odontology, Göteborg, Sweden

Prefazione

Ciò che ha contraddistinto fin dagli inizi la mia attività clinica è stata una inestinguibile sete di approfondimento, che mi ha portato a interrogarmi costantemente e a ritenere sempre insufficienti le conoscenze sui fenomeni biologici incontrati quotidianamente nella pratica. Ne è scaturita la necessità di dedicare una parte importante del mio tempo a investigare le patologie naturali dei denti e dei loro tessuti di sostegno e gli effetti biologici delle terapie. Questa attività mi ha consentito di accumulare negli anni una mole di informazioni che, opportunamente raffrontate con quelle di Colleghi provenienti da Scuole di altre parti del mondo, hanno una indubbia utilità se riversate nella pratica clinica.

La constatazione che non esiste un testo che descriva organicamente a un livello morfologico le patologie che affliggono i tessuti dentali e le reazioni di questi alle procedure cliniche è ciò che mi ha spinto a intraprendere lo sforzo della stesura di un'opera ambiziosa come questa.

Esiste una pletora di testi che descrivono minuziosamente tecniche operative, materiali e strumenti in Odontoiatria Conservativa e in Endodonzia, nei quali alla principale patologia del cavo orale, la carie, e alle sue sequele pulpari e periapicali, viene riservata una frettolosa descrizione.

Ne deriva sovente l'impressione che le terapie proposte siano qualcosa di disancorato dal contesto della patologia.
Scopo precipuo di quest'opera è dunque quello di fornire le basi biologiche per l'Odontoiatria Operativa. Ho dedicato ampio spazio alla descrizione delle patologie - naturali e non - che interessano l'organo pulpo-dentinale, mettendo in risalto l'enorme ruolo che i microrganismi rivestono nelle patologie dentali. Ho inteso inoltre valutare e descrivere in dettaglio le risposte dei tessuti alle procedure cliniche e ai materiali correnti, chiarendo le modalità con cui i tessuti guariscono quando le terapie vanno a buon fine.

Tutte le illustrazioni riportate in questo libro si riferiscono a materiale umano. Pur con le ovvie limitazioni di carattere etico al reperimento di tessuti provenienti dall'uomo, ho sempre ritenuto che le ricerche sperimentali condotte su materiale umano debbano essere considerate di valore superiore rispetto a quelle condotte su materiale animale. Il tipo di investigazione adoperata in questo libro, lo studio di sezioni tessutali tramite microscopia ottica, è necessariamente limitato. I fenomeni vengono studiati esclusivamente a un livello cellulare, che, anche se fortemente esplicativo in termini di normalità o di patologia, offre un quadro incompleto. Ad esempio, le cellule e i tessuti possono essere studiati a livello ultrastrutturale tramite l'uso della microscopia elettronica a trasmissione. Possono inoltre essere investigati a un livello biochimico, e notevolissimi progressi sono oggi stati compiuti nel campo della biologia molecolare.

La ragione per cui non ho inteso spostare il livello di investigazione in altre direzioni risiede nella precisa volontà di produrre un'opera che tratta di clinica e non di ricerca fine a se stessa. Ho ritenuto che lo studio di sezioni di tessuti orali umani a un livello istomorfologico offra un quadro rapidamente esplicativo e facilmente comprensibile delle reazioni esistenti, anche a coloro che si occupano esclusivamente di clinica. La conoscenza di questi quadri costituisce la base su cui deve fondarsi l'esame clinico, il ragionamento diagnostico, il riconoscimento della patologia, e la conseguente terapia.

Il libro è diretto agli studenti del corso di laurea in Odontoiatria, ai Dentisti Generali che trattano quotidianamente la patologia "carie" con le sue conseguenze pulpari e periapicali, ma anche agli Specialisti Endodontisti e a coloro che vogliono avere una conoscenza più approfondita delle tematiche biologiche endodontiche. Ho volutamente omesso la descrizione dettagliata delle tecniche operative, nonché dei materiali commerciali e delle procedure adoperate. Ho ritenuto superfluo illustrare ad esempio l'isolamento del campo con la diga di gomma, così come le metodiche per ottenere corrette proiezioni radiografiche, e le tecniche operative per la preparazione di idonee cavità d'accesso endodontico. Queste cognizioni di base possono essere reperite su molti testi esistenti, ai quali si rimanda. Analogamente sono solo menzionate le tecniche di strumentazione e otturazione canalare, mentre è riservata una ampia trattazione alle basi anatomiche, biologiche e microbiologiche che sottostanno a un trattamento endodontico che possa dirsi realmente moderno. Sono stati affrontati temi ritenuti "controversi", come il limite apicale della strumentazione e dell'otturazione endodontica, la problematica dei canali laterali, il reale ruolo della filtrazione coronale, il trattamento endodontico in una o più sedute.

Nella mia opinione tutte le tecniche possono essere valide purché l'operatore abbia la conoscenza dell'anatomia dei distretti interessati e della patologia che affronta, abbia posto la giusta diagnosi, e conosca gli effetti della terapia che intende intraprendere.

Con orgoglio desidero rimarcare lo sforzo compiuto nell'evitare qualsiasi riferimento a prodotti commerciali. Diversamente da quanto accade in numerosi testi, non un solo nome commerciale di materiale o dispositivo presente sul mercato è menzionato in quest'opera. In coerenza con l'opinione che ho sempre avuto, un'opera scientifica diventa credibile nel momento in cui l'indipendenza dal mercato è fuori discussione. Mi auguro che i lettori apprezzeranno questo atteggiamento.

I riferimenti bibliografici sono stati contenuti, essendo praticamente impossibile, oltre che superfluo, attingere all'intera letteratura. Il lettore noterà che accanto a riferimenti bibliografici recentissimi, sono stati mantenuti riferimenti a pubblicazioni "classiche" senza dubbio datate. Ciò dipende dal fatto che poco è stato prodotto in letteratura recente sulle tecniche investigative adoperate in microscopia ottica (molte tecniche di colorazione ad esempio risalgono all'inizio del '900), ma anche dal fatto che alcuni classici studi restano tutt'oggi insuperati.

Domenico Ricucci

Indice

PRESENTAZIONE

PREFAZIONE

CAPITOLO 1
TECNICHE DI INVESTIGAZIONE ISTOLOGICA. ELEMENTI DI BASE

Metodi e mezzi di indagine delle cellule e dei tessuti

Fissazione

Funzione degli agenti fissanti
Formalina
Fissazione della polpa dentale

Decalcificazione

Inclusione

Microtomia

Colorazione

Sequenza di colorazione ematossilina-eosina
Tecniche di colorazione per i batteri
Procedura di colorazione Brown & Brenn modificata

Sintesi della sequenza di processazione in uso presso il laboratorio dell'autore

CAPITOLO 2
LA POLPA E IL PERIAPICE NORMALI

La polpa normale

Odontoblasti
Fibroblasti
Altre cellule
Vasi e nervi
Calcificazioni pulpari

Il periapice normale

Il legamento parodontale
Il cemento normale
L'osso normale

CAPITOLO 3
DEVIAZIONI MORFOLOGICHE CAUSATE DA PATOLOGIA

Infiammazione

Infiammazione acuta
Infiammazione cronica

Alterazioni morfologiche a carico dei tessuti duri

Riassorbimento osseo
Riassorbimento dentinale e cementizio
Dentina di irritazione e calcificazioni distrofiche

CAPITOLO 4
DEVIAZIONI MORFOLOGICHE CAUSATE DALLE PROCEDURE

Riconoscimento degli artefatti istologici

Vacuoli - Atrofia reticolare - Degenerazione grassa

Immagini prodotte dal piano di sezione

Riconoscimento del danno estrattivo

Riconoscimento del surriscaldamento cavitario

CAPITOLO 5
RISPOSTA TESSUTALE ALLA CARIE DENTALE

Carie iniziale

Carie media

Carie profonda

Carie penetrante. Irreversibilità dello stato infiammatorio pulpare

Progressione della necrosi pulpare

Polipo pulpare

CAPITOLO 6
TERAPIA DELLA CARIE NELLE CONDIZIONI DI FLOGOSI PULPARE REVERSIBILE

Importanza di una adeguata escavazione

Prevenzione del danno pulpare iatrogeno

Danni pulpari causati da surriscaldamento cavitario

Problematiche ricostruttive nei denti con perdite di sostanza limitate

Problematiche restaurative nei denti a polpa vitale con grosse perdite di sostanza

CAPITOLO 7
DIAGNOSI DI REVERSIBILITÀ/IRREVERSIBILITÀ DELL'INFIAMMAZIONE PULPARE

Flogosi pulpare irreversibile

Flogosi pulpare di dubbia reversibilità

Flogosi pulpare reversibile

CAPITOLO 8
INCAPPUCCIAMENTO PULPARE E PULPOTOMIA

Incappucciamenti

Incappuccia mento diretto
Incappucciamento indiretto

Pulpotomia

CAPITOLO 9
PROCEDURE RESTAURATIVE ADESIVE E POLPA

Sviluppo dell'adesione dentale ed evoluzione del concetto di protezione pulpare

Valutazione biologica dei sistemi adesivi

Conseguenze pulpari della disidratazione cavitaria

Effetto della mordenzatura acida e delle sostanze chimiche contenute nei sistemi adesivi

Filtrazione batterica marginale come minaccia all'omeostasi pulpare

Possibili cause della mancata adesione

Possono i materiali di sottofondo aumentare la resistenza alla filtrazione batterica?

Considerazioni conclusive

CAPITOLO 10
SINDROME DEL DENTE INCRINATO (CRACKED TOOTH SINDROME)

Fattori eziologici

Classificazione

Sintomatologia

Aspetti microbiologici e istopatologici nel crack

Terapia

CAPITOLO 11
ASPETTI CLINICI DELL'USURA DENTALE E CONSEGUENZE PULPARI

Attrito

Abrasione

Erosione

Abfraction

Reazioni dentinali e pulpari all'usura

CAPITOLO 12
PATOLOGIA PERIAPICALE

Eziopatogenesi

Caratteristiche dell'interazione ospite-parassita nella periodontite apicale

Sono presenti batteri nella lesione periapicale?

Possibili meccanismi di formazione del tartaro in sede periapicale

Infezione actinomicotica periapicale

Controversie sulla frequenza e sul ruolo dell'infezione extraradicolare

Ricadute cliniche dei differenti quadri istologici

Il biofilm: un concetto nuovo in endodonzia

Esiste l'evidenza che il biofilm sia presente nelle infezioni endodontiche?

Caratteristiche istomorfologiche del biofilm nei canali radicolari

Colonizzazione batterica dei tubuli dentinali

Classificazione delle lesioni periapicali

Frequenza dei vari tipi di lesione periapicale

Possibili meccanismi di formazione cistica

Epitelio respiratorio nelle lesioni cistiche

E' possibile la diagnosi differenziale radiografica delle lesioni periapicali?

Riassorbimento radicolare nella periodontite apicale

CAPITOLO 13
RISPOSTA TESSUTALE Al TRAUMI DENTALI

Fratture coronali

Lussazione

Riassorbimento radicolare interno

Caratteristiche istologiche nel riassorbimento interno

Danno sul PDL e riassorbimento radicolare

CAPITOLO 14
TERAPIA ENDODONTICA. METODOLOGIE CLINICHE RACCOMANDATE

Profilassi e asepsi

Isolamento e disinfezione del campo operatorio

Rimozione della carie e dei restauri difettosi

Ricostruzione pre-endodontica

Interferenza dei tessuti parodontali marginali con il corretto isolamento

Preparazione della cavità d'accesso

Trattamento endodontico in una o più sedute

Determinazione della lunghezza di lavoro e strumentazione

E' possibile valutare la capacità di detersione delle tecniche di strumentazione?

Errori procedurali durante la preparazione canalare

Irrigazione canalare

Medicazione intermedia

Asciugatura del canale

Otturazione

Valutazione a distanza del trattamento endodontico

Quale percentuale di successo è lecito attendersi in terapia endodontica?

L'eradicazione dell'infezione endodontica come terapia eziologica della patologia periapicale

Periodontite apicale con suppurazione

Complicanze tecniche per riassorbimenti e calcificazioni

Ritrattamenti

Emergenze endodontiche

Endodonzia nei denti decidui

II trattamento dei denti ad apice non formato

CAPITOLO 15
RELAZIONI ENDODONTO-PARODONTALI

Risposta dei tessuti dentali alla malattia parodontale

Risposta pulpare alla malattia parodontale
Possibili effetti dei trattamenti parodontali sulla polpa
Modificazioni nei tessuti duri radicolari in seguito a malattia parodontale
Carie radicolari

Classificazione cllnica e terapia delle lesioni endo-parodontali

Lesione endodontica primaria
Lesione parodontale primaria
Lesioni combinate vere

Fratture verticali della radice

Patogenesi
Modalità del riassorbimento osseo
Aspetti diagnostici nelle fratture radicolari
Considerazioni conclusive

CAPITOLO 16
GUARIGIONE TESSUTALE A SEGUITO DELLE PROCEDURE ENDODONTICHE

Risposta tessutale alla pulpectomia e alle procedure di strumentazione e di otturazione

Revisione della letteratura

Contributo sperimentale

Fasi iniziali della guarigione
Fasi avanzate della guarigione

Condizione istologica del moncone pulpare
Da dove deriva il tessuto connettivo apicale?
Può essere stabilito un nesso tra materiali d'otturazione e flogosi?
Aree necrotiche e detriti nel tessuto apicale residuo
Formazione di cemento
Osservazioni istologiche inusuali nella guarigione post-endodontica
Guarigione apicale dopo chirurgia endodontica (cenni)

Limite apicale delle procedure endodontiche

La controversia
Mantenimento della lunghezza di lavoro e della pervietà canalare.
L'equivoco della "apical patency"
Può la sovraotturazione essere causa di fallimento endodontico?

Conclusioni

CAPITOLO 17
LA PROBLEMATICA DEI CANALI LATERALI

Reazioni del tessuto pulpare nei canali laterali durante la progressione della necrosi

E' possibile rimuovere i tessuti vitali o necrotici contenuti nei canali laterali?

Ruolo dei canali laterali nell'evenienza di filtrazione batterica coronale

Cosa accade quando materiali d'otturazione vengono spinti nei canali laterali e nelle ramificazioni?

L'osservazione clinica conferma l'evidenza istologica

Conclusioni

CAPITOLO 18
FALLIMENTI ENDODONTICI

Definizione di fallimento endodontico

Eziologia dei fallimenti endodontici

Cause microbiche

Infezione intraradicolare
Strutture anomale osservate nella periodontite refrattaria
Possibile natura e ruolo delle strutture anomale
Specie batteriche implicate nei fallimenti
Esiste una interrelazione tra numero di batteri e sintomatologia clinica
Infezione extraradicolare
Colonizzazione della superficie radicolare
Actinomicosi periapicale
Filtrazione batterica coronale

Cause non microbiche

Reazione da corpo estraneo
Cisti apicale e cristalli di colesterolo
Cicatrice apicale

Conclusioni

CAPITOLO 19
IL PROBLEMA DELLA FILTRAZIONE BATTERICA CORONALE

Modalità con cui la filtrazione coronale può avere inizio

Critiche agli studi in vitro sulla filtrazione coronale

Studi in vivo sulla filtrazione coronale

Smear layer: suo possibile ruolo nella filtrazione coronale

CAPITOLO 20
LA RICOSTRUZIONE DEL DENTE TRATTATO ENDODONTICAMENTE E PROBLEMATICHE INERENTI IL PIANO DI TRATTAMENTO

Importanza della formulazione di un piano di trattamento

Valutazione della quantità di sostanza residua. Effetto ferula

Valutazione dell'integrità della sostanza dentale residua

Valutazione dei tessuti parodontali

Considerazioni sull'uso degli impianti per la sostituzione dei denti compromessi

INDICE ANALITICO

La prima pagina

Capitolo I

Tecniche di investigazione istologica. Elementi di base

Metodi e mezzi di indagine delle cellule e dei tessuti

Le cellule e i tessuti possono essere studiati a diversi livelli: morfologico, biochimico e funzionale (9). L'analisi morfologica o strutturale si prefigge di conoscere la forma, le dimensioni, la distribuzione, i rapporti e in generale l'organizzazione strutturale della cellula e delle sue parti, e dei costituenti extra-cellulari. Essa si avvale di strumenti atti ad ingrandire le dimensioni delle strutture da studiare, detti microscopi (Fig. 1.2). L'analisi biochimica e funzionale ha invece lo scopo di studiare la natura chimica e le modalità di funzionamento dei costituenti delle cellule e dei tessuti. I metodi di osservazione morfologica o microscopica delle cellule e dei tessuti possono essere innanzitutto classificati in due ordini generali: i metodi per l'osservazione diretta di cellule e tessuti viventi, ed i metodi per l'osservazione di preparati fissati e colorati. I primi presentano molte limitazioni, prime fra tutte il fatto che quando le cellule o i frammenti di tessuto sono isolati dall'organismo di cui fanno parte non sopravvivono che per tempi brevi, e frequentemente sono troppo spessi per permettere una buona visualizzazione al microscopio. La maggior parte dell'istologia è quindi per necessità basata sull'esame di cellule e di tessuti che sono stati uccisi e conservati per mezzo della fissazione. I tessuti vengono quindi tagliati in sezioni sottili chiamate sezioni istologiche. Le sezioni istologiche si prestano ad essere osservate per luce trasmessa e possono essere colorate con vari coloranti allo scopo di aumentare il contrasto della cellula e del tessuto e facilitarne così l'identificazione e la risoluzione con il microscopio luce (9). Quest'opera è basata esclusivamente sullo studio di sezioni istologiche di tessuti fissati. Le tecniche di laboratorio che conducono all'ottenimento di sezioni istologiche, se pur per linee generali, verranno pertanto descritte nei vari passaggi.

Fissazione

Per la fissazione dei denti o di altri tessuti duri e molli provenienti dal cavo orale valgono gli stessi principi applicati per gli altri tessuti del corpo umano. La rimozione di qualsiasi tessuto dall'organismo attraverso procedure chirurgiche mette in moto dei cambiamenti repentini, attraverso l'autolisi e la putrefazione. L'autolisi è definita come la dissoluzione delle cellule ad opera degli enzimi in esse contenuti. Gli enzimi sintetizzano proteine protoplasmatiche durante la vita della cellula. Quando l'attività cellulare si blocca gli enzimi cessano di sintetizzare aminoacidi in proteine. Altri enzimi iniziano a decomporre le proteine in aminoacidi, risultandone una loro generale dissoluzione. La putrefazione è invece la decomposizione del tessuto attraverso l'azione batterica. Questo processo è anche noto come decomposizione post-mortem, ed è comune nel tratto gastrointestinale, dove normalmente abbondano i batteri (16). Al fine di prevenire l'innesco di questi processi, una volta prelevato il campione da esaminare, la prima operazione da compiere è la cosiddetta fissazione del tessuto.

Lo scopo della fissazione istologica è di preservare la struttura protoplasmatica dalle alterazioni conseguenti alla morte della cellula, con il minimo cambiamento di struttura. Questo scopo viene raggiunto interrompendo il più rapidamente possibile i processi vitali della cellula, mediante un trattamento chimico opportuno, che rende le strutture cellulari insolubili, coagulando o precipitando le proteine ed altri costituenti chimici.
La coagulazione e la precipitazione dei componenti protoplasmatici rende inoltre le cellule e gli elementi tessutali resistenti a ulteriori modificazioni, possibili in seguito ai successivi procedimenti chimici a cui essi sono esposti prima della preparazione delle sezioni microscopiche (16).

La precipitazione intracellulare dei componenti chimici della cellula può determinare artefatti di struttura, cioè produrre immagini inesistenti nella cellula prima della fissazione.

Queste distorsioni vanno conosciute e correttamente interpretate durante l'osservazione al microscopio (5, 12) (v. Capitolo 4).
Gli agenti fissanti possono essere fisici o chimici. Gli unici agenti fisici noti sono l'essiccazione e il calore. Molti sono invece gli agenti chimici.