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Autori
Presentazione
Premessa
Prefazione
Indice
La prima pagina
 

I TRIGGER POINT - ATLANTE DELLE SINDROMI ALGICO-MIOFASCIALI DEL DISTRETTO CRANIO-CERVICO-MANDIBOLARE: diagnosi e terapia

CAPURSO U. - MARINI I.

Pag. 104 - illustrazioni a colori

ISBN 978-88-7572-082-7

PROMOZIONALE

Prezzo di copertina 75,00 €

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40,00 €

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Autori

Ugo CAPURSO

Si è laureato in Medicina e Chirurgia e specializzato in Odontostomatologia presso l'Università di Torino, città dove esercita occupandosi esclusivamente di riabilitazione orale ed in particolare della terapia delle patologie disfunzionali dell'apparato masticatorio. Ha frequentato la School of Dental Medicine dell'Università della Pennsylvania a Philadelphia ed i Centri "Postgraduate"di Advanced Dentistry delle Università di Amsterdam e di Lund (Svezia).

Ha avuto incarichi ufficiali di insegnamento nel campo della Gnatologia, della Protesi e della Ortodonzia presso le Università di Torino, Ferrara, Cagliari, Napoli, Bologna, Sassari e Perugia.

È membro di prestigiose associazioni odontoiatriche, fra cui l'American Equilibration Society (A.E.S.); fellow dell'International College of Dentists (F.I.C.D.); la Società Italiana di Ortodonzia (SIDO) di cui è stato per anni Direttore responsabile della rivista ufficiale "Ortognatodonzia Italiana", coordinatore del gruppo di studio sull'ATM dalla sua costituzione e socio fondatore della S.I.D.A.; il Gruppo di Aggiornamento Odontoiatrico torinese (G.A.O.), di cui è past-President e attuale vice-Presidente, aderente al C.I.C. dalla sua fondazione.

Relatore abituale in Congressi nazionali ed internazionali, docente in Corsi Universitari di Aggiornamento e di Perfezionamento, è autore di oltre 400 pubblicazioni scientifiche, numerose su riviste internazionali, di argomenti gnatologici ed ortodontici, di 6 Audiovisivi didattici e autore o editor di altri 7 libri di Ortodonzia e di Gnatologia, fra cui:

• "I disordini cranio-mandibolari. Fisioterapia speciale stomatognatica". Bologna: Martina, 1996.
• "Il disgiuntore rapido del palato". Bologna: Martina, 1999.
• "Il bite: il primo approccio ai disordini cranio-mandibolari". Bologna: Martina, 2006.

 

Ida MARINI

Si è laureata in Medicina e Chirurgia nel 1980 con il massimo dei voti e lode presso l'Università di Milano, specializzata, con lode, in odontostomatologia nel 1984 all'Università di Bologna.

Ricopre l'incarico di Professore a contratto sulla Cattedra di Ortognatodonzia (funzione masticatoria - corso integrativo di gnatologia ortodontica) dal 1990 all'Università di Bologna. Dal 1995 frequenta il Reparto di Chirurgia Speciale Odontostomatologica dello stesso ateneo come collaboratrice del prof. Luigi Checchi.

Relatrice in numerosi congressi nazionali ed internazionali è autrice di circa 200 pubblicazioni scientifiche in lingua italiana ed inglese, sulle principali riviste del settore, su argomenti di gnatologia, ortodonzia e dolore muscolare. Coautrice di numerosi libri in campo ortodontico e gnatologico.

Dal 1982 fa parte del comitato di redazione della rivista "Algologia". Socia: della società Italiana di Ortodonzia (SIDO), della Società Italiana di Odontoiatria Infantile (SIGI), della International Association for the Study of Pain (IASP), della International Mayo Fascial Pain (IMFP), International Dental Research (IDR).

Presentazione

Il pensiero che questo libro avrebbe riportato le parole semplici ma di grande umanità e scienza del prof. Leonardo Vecchiet mi ha indotto più volte a rimandare la stesura di questa breve prefazione. La convinzione di non poterla scrivere come Lui avrebbe magistralmente fatto, ma di potermi esprimere grazie al Suo insegnamento, mi ha permesso di superare l'emozione nella consapevolezza che Leonardo continua a vivere con noi anche attraverso l'opera dei Suoi allievi. La promozione della ricerca, assecondando le idee e sostenendo le iniziative scientifiche dei giovani e dei Suoi collaboratori, rappresentava per il prof. Vecchiet il grande piacere della Sua professione. Il lavoro era per Lui un percorso di conoscenza perché intuiva che un buon lavoro introduce sempre nel profondo significato delle cose e contemporaneamente verso una conoscenza più approfondita di noi stessi.

Così, per il Suo desiderio di dare, egli rimase sempre disponibile a "fare un lavoro" dentro la Sua professione di medico: ascoltare l'uomo nell'esperienza del dolore, là dove esprime drammaticamente o più sinceramente se stesso. Anch’io, come tanti amici della Federazione Medico Sportiva Italiana, ho tratto beneficio dalla Sua vicinanza e dal Suo straordinario insegnamento.

Nel lavoro di conoscenza del tema del dolore, alla cui terapia e soluzione si è sempre dedicato, egli ha ispirato anche questa ricerca, ulteriore espressione della Sua sensibilità scientifica ed umana, che impegna tutt'oggi la Sua Scuola. Non è facile per un uomo, per di più affermato e stimato Professore in Università e nei più importanti ambienti scientifici, continuare ad imparare in quello che insegnava e già pensava di sapere.

Ma proprio in questa disponibilità sta il genio e la scintilla segreta dell'impegno del ricercatore e il deposito di umanità dello scienziato. Una umanità, una capacità di ascolto, che non si sarebbe mai potuta realizzare come esito di un progetto o di un calcolo. Ma come sostenere nel breve scorrere dell'esistenza questa umanità? Come sostenere questa positività della mente e dello spirito? L'uomo ha bisogno di una compagnia che non disperda le sue conquiste, ciò che ha iniziato, ma lo compia: il più bel regalo del prof. Vecchiet è veramente la compagnia dei suoi collaboratori, la Sua Scuola.

L'autentica testimonianza rappresentata da questo libro, nel quale gli autori concludono un progetto scientifico di grande interesse ed attualità da Lui ispirato e sostenuto, si innesta dentro questo desiderio di compimento perché chiunque legga ritrovi in sé almeno un riflesso della saggezza e della tenacia con cui Leonardo ha affrontato le diverse età della sua vita e alla fine anche l'esperienza del suo profondo dolore.

Dott. Maurizio Comasco
Predente della F.M.S.I.
Federazione Medico-Sportiva Italiana

Premessa

Quello che Leggerete è il più recente Lavoro della dottoressa Ida Marini e del dottor Ugo Capurso.

È la ricerca di una sintesi estrema ma assolutamente rigorosa sotto il profilo scientifico di una rappresentazione mediante tavole anatomiche ed iconografie cliniche della semeiotica del dolore somatico estrinsecatesi con le caratteristiche dell'iperalgesia, nei diversi distretti corporei così come ce lo hanno insegnato il prof. Leonardo Vecchiet e il prof. Renato Galletti, veri e propri pionieri e originali ricercatori in questo campo,

E’ un omaggio ad un grande scienziato la cui importanza è già stata ricordata in innumerevoli consessi dopo la sua scomparsa.

A noi preme, però, ricordare la parte del prof. Vecchiet meno conosciuta: quella di un maestro che faceva da "papa" a tutti i suoi allievi, che li accompagnava, li incoraggiava, che aiutava coloro i quali volevano continuare a fare ricerca o semplicemente la libera professione con impegno nel lavoro quotidiano e routinario.

Punto di forza era la sua riservatezza, che si contrapponeva al clamore suscitato dai suoi successi ai massimi livelli nel difficile mondo del calcio.

Con umiltà sempre riservato, collaborava con i colleghi fisiatri, ortopedici, pediatri, geriatri, biochimici... nella consapevolezza che la scienza ha bisogno di interdisciplinarietà e di tutti.

Non a caso gli fu attribuito il premio "Agordino d'oro" dato ad importanti personalità schive, quanto passibili, alle sirene mediatiche.

Tra i suoi innumerevoli meriti l'aver nobilitato e valutato il movimento e l'attività fisica come prevenzione e farmaco e come tale prescritto dal medico dello sport, andando così oltre il concetto di sport elitario.

In fine un grazie sentito alla dottoressa Marini e al dottor Capurso perché con questo testo lo hanno ricordato nella maniera a lui sicuramente più gradita: con il lavoro e l'impegno scientifico.

dr. Federico Marini
Associazione Nazionale Specialisti in Medicina dello Sport
Università "G. D'Annunzio", Chieti

Prefazione

Le sindromi miofasciali (MPS) sostenute da trigger points (TrPs) rappresentano un problema clinico di notevole rilevanza per l'elevata frequenza di comparsa nella popolazione generale di entrambi i sessi e tutte le fasce di età. In particolare le MPS in sede cervico-cranio-facciale costituiscono una percentuale notevole di tutti i dolori della regione superiore del corpo, in relazione all'ampia diffusione di fattori predisponenti alla formazione di trigger points, come la disfunzione dell'articolazione temporomandibolare, abitudini anomale quali il bruxismo o vizi di postura che sottopongono ad abnorme tensione la muscolatura del cingolo scapolare e del collo. A tale impatto clinico, non fa però spesso riscontro una sufficiente consapevolezza del problema nell'ambiente medico sia generale che specialistico. Ne deriva che molte MPS di questa regione sono oggetto di diagnosi non corrette e quindi di trattamenti inadeguati con conseguenze talora pesanti sulla qualità di vita del paziente anche per le ripercussioni in termini di disabilità delle strutture muscolari coinvolte.

Questo volume si propone di assistere concretamente tutti quegli operatori sanitari che si confrontano con il dolore cervico-cranio-facciale di origine miofasciale nell'esercizio della loro attività professionale. Tale opera, da un lato sintetizza in maniera organica le caratteristiche generali della MPS, mettendole a confronto con quelle di altre comuni condizioni dolorose muscoloscheletriche e fornendo gli elementi necessari all'impostazione del ragionamento diagnostico, dall'altra fornisce un'ampia e specifica disamina delle MPS del distretto cervico-cranio-facciale, con una precisa documentazione dei patterns tipici di dolore nel caso di vari trigger points che interessano i differenti muscoli della regione. Le illustrazioni sono particolarmente efficaci perché ritraggono pazienti nelle varie situazioni cliniche, a differenza della maggior parte dei testi sull'argomento che più spesso si avvalgono di disegni — pur professionali — sul tema.

Il riconoscimento, da parte dell'operatore, dello specifico quadro doloroso nella pratica medica quotidiana ne risulta di conseguenza agevolato.

Nell'insieme l'opera si configura come un utile strumento di approfondimento del tema sotto il profilo teorico e contemporaneamente come un rapido ed efficace mezzo di consultazione per il "front-line clinician " del settore.

Gli Autori sono esperti sia di problematiche miofasciali che odontoiatriche e la loro duplice competenza rende il trattato di particolare incisività e completezza, pur nella semplicità e nell'immediatezza dello stile. Siamo fiduciosi che i lettori troveranno il testo di gradevole lettura e di sicura utilità nell'esercizio della loro professione.

Maria Adele Giamberardino
Docente di Medicina Interna
Direttore del Centro Cefalee
dell'Università "G. D'Annunzio" di Chieti

Indice

PRESENTAZIONE

PREMESSA

PREFAZIONE

1 - INTRODUZIONE
1.1 I disordini del complesso mio-fasciale

2 - IL DOLORE MIOGENO
2.1 Il dolore miogeno cranio-cervico-mandibolare
2.2 Effetti centrali e periferici del dolore muscolare
2.3 La fibromialgia

3 - LE SINDROMI DOLOROSE MIOFASCIALI DEL DISTRETTO CRANIO-CERVICO-MANDIBOLARE
3.1 Generalità
3.2 Aspetti fisiopatogenetici
3.3 Aspetti clinici
3.4 Elementi diagnostici

4 - LE MAPPE DEL DOLORE LOCALE E RIFERITO (anatomia, frequenza, irradiazione)
4.1 Sommario anatomico delle strutture muscolo-tendinee del distretto cranio-cervico-facciale (da Netter, modificate)
4.2 Sede di frequenza di localizzazione dei trigger points e loro territorio di irradiazione dei muscoli mimici, masticatori e di collo e spalle

5 - LA DIAGNOSI CLINICA
5.1 Sintomatologia soggettiva
5.2 Sintomatologia oggettiva
5.3 Esame clinico
5.4 Esame strumentale
5.5 Esami di laboratorio

6 - LA PALPAZIONE MUSCOLARE (i muscoli mimici, masticatori e di collo e spalle)

7 - LA TERAPIA DI BASE
7.1 Infiltrazione dei trigger points
7.2 Perfrigerazione ed allungamento ("spray and stretch")

8 - LE TECNICHE TERAPEUTICHE ALTERNATIVE
8.1 Stretching (allungamento senza spray)
8.2 Sbrigliamento
8.3 Compressione ischemica
8.4 Altre tecniche manuali locali
8.5 Massaggio
8.6 Riflessoterapia plantare
8.7 Termoterapia (calore)
8.8 Ultrasuoni
8.9 Elettrostimolazione
8.10 Terapia cognitiva
8.11 Biofeed-back elettromiografico
8.12 Terapia farmacologica

Tabella del trattamento del dolore miofasciale con metodi non invasivi (da A. Fischer, modificato)

9 – LA RIEDUCAZIONE FUNZIONALE
9.1 La cronicizzazione da fattori perpetuanti
9.2 Fisiocinesiterapia
9.3 Terapia passiva e attiva
9.4 Regole generali
9.5 Controllo dell'assetto mio-fasciale

10 - BIBLIOGRAFIA

11 - INDICE ANALITICO

La prima pagina

INTRODUZIONE

1.1 I DISORDINI DEL COMPLESSO MIO FASCIALE

La comparsa di manifestazioni dolorose a carico dell'apparato locomotore è molto frequente, spesso in assenza di dati che le giustifichino da un punto di vista anamnestico e, talvolta, ancor di più, da un punto di vista clinico obiettivo.

Si tratta in genere di episodi di breve durata, attribuibili a motivi meccanici (posture scorrette e prolungate, microtraumatismi) o climatici (variazioni improvvise di temperatura, umidità, vento), che spontaneamente si estinguono.

Più raramente si è di fronte a vere e proprie infiammazioni, con sintomatologia acuta (artriti, tendiniti, borsiti): queste giungono all'osservazione del medico e sono facilmente diagnosticabili e più o meno controllabili terapeuticamente.

Alcune volte, invece, la sintomatologia presenta caratteristiche di cronicità, prolungandosi per mesi e venendo, da caso a caso, attribuita ad eventuali disordini funzionali e/o strutturali delle articolazioni (artropatie disfunzionali o degenerative) ovvero a forme flogistiche "fruste" muscolari, tendinee o legamentose, più difficilmente identificabili. Gli esami radiologici, strumentali e di laboratorio sono normalmente aspecifici o spesso silenti, l'esame clinico molto vago, con una obiettività scarsa o viziata o, ancor peggio, fuorviante a causa dell'intenso coinvolgimento emotivo del soggetto (fig. 1.1).

Si parla in questi casi di reumatismi muscolari o extra-articolari o, più semplicemente, di reumatismi, senza una precisa definizione, frutto di una inadeguata conoscenza dei meccanismi eziopatogenetici che ne sono alla base, nonostante i tentativi di classificazione e di inquadramento noseografico, divenuti necessari a causa dell'impatto psico-sociale notevole per la comunità.