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Autore
Presentazione
Prefazione
Ringraziamenti
Indice
La prima pagina
 

Compendio di semeiotica occluso posturale

TOTI T.

Pag. 104 - illustrazioni a colori

ISBN 978-88-7572-056-8

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Autore

Dott. Tullio TOTI

Tullio Toti è nato a La Spezia nel 1954, è laureato in medicina e chirurgia (Un. di Bologna) e specializzato in odontostomatologia (Un. di Genova), è perfezionato in Implantoprotesi (Un. di Milano) e in Analisi Kinesiologica dell'Occlusione (Un. di Palermo)

Si occupa dal 1988 di problematiche occluso posturali, prima secondo la scuola gnatologica, poi kinesiografica e infine kinesiologica.

Dal 1994 tiene corsi a medici o odontoiatri in materia di correlazioni occluso posturali. È stato socio fondatore della SIKMO (Società Italiana di Kinesiologia Medica e Odontoiatrica). Dal 2003 è Consulente Specialista dell'Unità Operativa di Odontoiatria dell'ISU San Raffaele di Milano (Dir. Prof. E.F. Gherlone) e sempre nel 2003 è stato incaricato di insegnamento al corso Postgraduate di Implantoprotesi dell'Università Vita Salute San Raffaele di Milano. Nel 2004 è incaricato di insegnamento al Corso di formazione perfezionamento per assistenti di studio odontoiatrico dell'Università Vita Salute San Raffaele di Milano.

Nel 2006 è Direttore Scientifico del Corso Post Graduate in Gnatologia Clinica e Semeiotica Occluso Posturale dell'Università Vita Salute San Raffaele Milano.

È Professore a Contratto titolare degli insegnamenti di Semeiotica Occluso Posturale e di Gnatologia Clinica presso il CLID dell'Università Vita Salute San Raffaele di Milano. È presidente dell'AISOP (Associazione Italiana Studi Occluso Posturali). È segretario della SIOPI (Società Italiana di Odontostomatologia Protesica ed Implantoprotesi). Ha dato alle stampe varie pubblicazioni ed è stato relatore a congressi nazionali ed internazionali. È libero professionista in Verona.

Presentazione

Il problema della consistenza clinica e scientifica delle correlazioni occluso posturali ha attraversato, negli ultimi anni, il mare delle critiche e delle perplessità del mondo accademico.

Tutto ciò è normale e accade a quello che apporta, se non delle novità, quantomeno diverse ottiche d'approccio al paziente.

Indubbiamente questo argomento, forse più di altri, si presta ad essere interpretato come un escamotage commerciale più che una novità clinica.

Sta di fatto, comunque, che in alcuni casi la risoluzione delle problematiche del paziente si ottiene solo interpretando il soggetto come un sistema dinamico e statico integrato. In alcuni casi, appunto, e sicuramente non in tutti!

Quindi, come sostiene a chiare lettere il dottor Tullio Toti in questa sua piccola ma sostanziale opera, il punto focale, così com'è in tutte le branche della medicina, rimane sempre la corretta diagnosi differenziale.

Nel presente compendio vengono illustrate, passo passo, le tecniche cliniche manuali e strumentali che, secondo la scuola kinesiologica, permettono di arrivare con buona approssimazione a discriminare quando il paziente, che si rivolge all'odontoiatra per problematiche che esulano dagli elementi dentari, è un caso di effettiva competenza di questo professionista oppure debba essere preso in considerazione da altri (fisiatri, oculisti ecc.).

Non solo qui si ferma il lavoro del dott. Toti, che porta il lettore a comprendere quali siano, ad esempio, le modalità, secondo la sua scuola, di ricerca e rinvenimento della dimensione verticale meglio tollerata dal paziente e ciò è un notevole ausilio per chi si occupa di riabilitazioni protesiche.

Ma, ancora, tra queste pagine si potranno apprendere fondamentali concetti per l'esame posturale del paziente ortodontico.

In conclusione direi che il Compendio di Semeiotica Occluso Posturale, testo concepito per essere guida operativa più che tomo letterario, è un'opera utile a tutti coloro che vogliano avvicinarsi alla materia e abbiano interesse ad apprenderla applicata al paziente piuttosto che in teoria.

Auguro le migliori fortune a questo testo e al dottor Toti, mio collaboratore da anni, non dimenticando che il problema delle correlazioni occluso posturali non è l'unico aspetto dei compiti dell'odontoiatra. Mai scordare, come sottolinea spesso l'autore, che gli obblighi del dentista non si fermano qui ma comprendono tutti quegli aspetti operativi che, partendo da una corretta diagnosi, porteranno alla realizzazione di una riabilitazione congrua sia essa protesica che ortodontica o conservativa.

Prof. Enrico Gherlone

Prefazione

La semeiotica occluso posturale è materia semplice e complicata allo stesso tempo.

Il concetto che il corpo umano è un sistema di apparati integrati e interdipendenti tra loro per funzioni e supplenza di esse, è vecchio quanto il mondo e quindi facilmente intuibile per tutti. Meno facile è addentrarsi nel mondo delle interpretazioni di questo fatto. Non v'è dubbio che molte, sono le scuole che, attualmente, manifestano interesse per un argomento che, fino a pochi anni fa, era considerabile "di nicchia" e che riscuoteva solo l'interesse di pochi.

Il mio percorso nel mondo della gnatologia e delle correlazioni occluso posturali parte da lontano non solo perché inizia circa venti anni fa, ma anche perché ritengo sia caratterizzato da un'idea costante e continua nel tempo: porre il paziente in un rapporto spaziale mandibolo-mascellare il più vicino possibile al suo equilibrio muscolo scheletrico, piuttosto che in obbedienza a questa o quella teoria.

La ricerca della "posizione personalizzata" è un po' il mio pallino, anche perché ritengo che avvicinandoci a questa, qualora anche non ci trovassimo dinnanzi ad un paziente algico, metteremmo l'individuo, sia esso paziente ortodontico o protesico, al riparo dei rischi di sviluppare una sindrome disfunzionale iatrogena nel futuro. Tradurre un ideale in pratica è difficile in tutti i casi della vita, in clinica credo lo sia in modo particolare e trasmettere tutto questo ad allievi lo è ancora di più.

Quando, invitato da colleghi che stimo molto, ho iniziato a tenere lezioni di semeiotica occluso posturale, mi sono posto primariamente il fine di codificare un sistema didattico semplice ed immediato, scevro da grandi cappelli teorici che spesso affascinano il discente ma che, ancora più spesso, ottengono il risultato di far apparire una qualsiasi materia come complicata e impraticabile. Sono uso dire a chi mi ascolta che non sono un fenomeno inimitabile, semplicemente ho più esperienza di loro, ma che essi, dopo l'esercizio necessario, saranno, a loro volta, in grado di seguire i protocolli di visita con eguale sicurezza. Per far sì che ciò accada, ho pensato ad un metodo pedagogico che porti pian piano, chi si avvicina alla materia, gradualmente a mettere in pratica, non solo le tecniche manuali, ma, soprattutto, il necessario cambiamento di mentalità.

Il compendio che ho preparato rispecchia questo ideale didattico, è scarno, agile come deve essere un vademecum di viaggio. Il mio intento è quello di fornire un "manuale" che possa essere consultato anche durante una visita o una seduta di coronoplastica. Inoltre questo volume è la sintesi delle lezioni propedeutiche e spero possa essere utile per seguirle. Quindi va considerato come un testo pratico che dovrebbe servire a capire come si può interpretare il linguaggio del corpo del paziente e come questo possa essere utilizzato ai fini diagnostici prima e terapeutici dopo.

Il lettore, seguendo la linea tracciata, sarà edotto sull'idea di sindrome disfunzionale prima di tutto.

In seguito esamineremo insieme i vari aspetti delle correlazioni muscolari esaminando le cinque catene e le interrelazioni cranio-cervico-mandibolari che vedono come perno funzionale l'osso ioide. Chiarite le implicazioni derivanti alle influenze che disordini alimentari e/o emozionali possono avere sul sistema posturale, affronteremo, con il capitolo degli strumenti d'analisi, il grande tema del come esaminare il paziente, sempre in considerazione delle sue capacità d'adattamento. Via via saranno approfondite le problematiche che possono indurre alterazioni del meccanismo respiratorio primario e come utilizzare questi segni ai fini diagnostici e prognostici. Saranno illustrate le tecniche di analisi specifica dell'equilibrio statico e dinamico, secondo la scuola kinesiologica, dell'apparato stomatognatico e come ricercare la posizione ideale per il paziente in esame.

Il compendio affronterà, a questo punto, i problemi derivanti da squilibri podalici o della visione non tollerati dal sistema e, in ultimo come la scuola di semeiotica occluso posturale costruisce gli splint inferiori di posizionamento mandibolare. Il percorso sarà concluso con la descrizione della cartella clinica per la visita completa del paziente disfunzionale, cartella che vuole essere anch'essa una traccia da seguire, un consiglio operativo piuttosto che un dogma clinico. Qui si conclude il percorso didattico del presente testo che, come sopra sottolineato, spero aiuterà a capire che la semeiotica occluso posturale è materia di tutti e che può essere ausilio efficace non solo a chi si occupa di diagnosi disfunzionale. Cum grano salis, ovviamente e sperando di essere ben inteso nelle mie intenzioni.

Ringraziamenti

Quando ti accingi a scrivere, il primo problema che ti poni è stabilire che messaggio vuoi trasmettere, e questo è un quesito che mi ha rallentato non poco.

Innanzi tutto redigere schemi operativi, che sono frutto di anni di interscambio di esperienze, di successi e anche fallimenti, con altri professionisti che, lungo la strada, sono diventati cari amici, inevitabilmente riporta la mente indietro negli anni e ai loro vari eventi.

Su tutti mi piace, per affetto e stima non per dovere, ricordare Gian Mario Esposito che per me è stato sicuramente amico sincero e confidente fidato. Sarebbe lungo e inutile ricordare qui le giornate trascorse insieme, lontano da tutti, quasi in forma privata, a scambiare risultati ed idee. Tanto ci ha uniti negli anni passati che ora sento, in conclusione di quest'opera, di aver realizzato parte del compito che ci eravamo prefissi. Ma non solo Gian Mario ha contribuito alla mia maturazione di semeiologo occluso posturale, ricordo con piacere Federico Tenti che è stato, sotto le false spoglie dell'allievo, un grande stimolo per me. Ancora, penso ad Alfredo Modesti che nel lontano 1987 mi iniziò alla gnatologia.

Che dire poi della scuola genovese alla quale mi sono formato e che mi ha instradato in questa via. Grazie ad Enrico Gherlone, che ha sempre dimostrato di credere in me e mi aiuta, con il suo pragmatismo, a non cedere alle sirene dei facili entusiasmi per un caso risolto.

Non dimentico inoltre Roberto Broggi, collaboratore alla stesura, collega con il quale interscambio quasi quotidianamente esperienze e protocolli.

Ricordo ancora i colleghi ed amici dei "primi tempi" come Giovannino Rocchi e Giuseppe Stefanelli, ma non avrei spazio per nominarli tutti e tutti li abbraccio idealmente.

Penso ai miei allievi che mi hanno stimolato a migliorare e, con il loro affetto e la loro stima, sono tuttora un riferimento fondamentale della mia vita professionale. Ultimo ma non meno importante, cito l'amico Alfredo Martina che mi dimostra da sempre molta stima.

Tullio Toti

Indice

PRESENTAZIONE

PREFAZIONE

RINGRAZIAMENTI

1. LA SINDROME DISFUNZIONALE

2. LE CATENE MUSCOLARI:
La catena AP
La catena PA
La catena AM
La catena PM
La catena AL
La catena PL

3. L'OSSO IOIDE

4. IL TRIANGOLO DELLA SALUTE

5 GLI STRUMENTI DI ANALISI
Analisi posturale in posizione eretta
Analisi posturale in posizione supina
Il test muscolare
Verifica delle variabili di sistema
Il test di Meerssmann
Analisi della localizzazione disfunzionale

6. IL RANGE DI TOLLERANZA BIOLOGICA

7. IL MECCANISMO RESPIRATORIO PRIMARIO CRANIO SACRALE
Movimento di Flessione
Movimento di Estensione

8. INDAGINE FUNZIONALE DELL'APPARATO STOMATOGNATICO

9. IL RANGE PROPRIOCETTIVO TRIDIMENSIONALE OCCLUSALE

10. I VERSANTI MUSCOLARI
La coronoplastica
L'APPOGGIO PODALICO
Adattamenti posturali degli squilibri plantari
Squilibri asimmetrici
Gli strumenti d'analisi
Il podoscopio
La pedana stabilometrica

12. IL DENTE NEUROLOGICO

13. GLI SQUILIBRI DELLA VISIONE

14. SPLINT OCCLUSALI
Realizzazione manufatto

15. CARTELLA CLINICA
Anamnesi
Semeiotica
Diagnostica

BIBLIOGRAFIA

La prima pagina

LA SINDROME DISFUNZIONALE

L'analisi occluso posturale, che nei giorni nostri sta avendo un discreto successo grazie all'aumento della sensibilità dei professionisti di varie specialità mediche, ivi inclusa l'odontoiatria, parte da lontano nel tempo.

Essa lentamente, ma progressivamente, si è fatta strada nell'attenzione di chi ha sempre considerato, e considera tutt'ora, l'organismo umano non una struttura risultante dall'assemblamento di organi ed appartati distinti nelle loro funzioni e indipendenti tra loro, ma piuttosto un insieme unico che dei suoi organi ed apparati, pur salvando le mansioni specifiche, sfrutta le possibili interconnessioni ed interrelazioni per condurre a buon fine quella che chiameremo la fisiologia della vita.

Gli intenti di questo testo sono di orientare in campo semeiologico il professionista che si addentra in questo universo, che all'inizio può apparire complicato ed eccessivamente vasto ma che pian piano, in realtà, si dimostra di una elementarità sconcertante.

Tutte le correlazioni e le tecniche che vengono, per necessità di esposizione, descritte separatamente, una volta esperite sul paziente trovano la loro logica applicazione con grande naturalezza. Una necessaria precisazione è d'obbligo: la considerazione che l'occlusione può condizionare la postura e viceversa è probabilmente vecchia come l'uomo ma dobbiamo l'inizio vero proprio degli approfondimenti in questo campo ad una scuola chiropratica statunitense i principali maestri della quale sono il dr. Walthers e il dr. Goodhearth.

Partiremo quindi per il nostro viaggio dando a questa scuola il giusto tributo considerando i dettami generali della filosofia chiropratica. In sintesi sappiamo che l'organismo funziona grazie ad impulsi nervosi, sia efferenti che afferenti, e che la colonna vertebrale è una struttura a funzione mista di collegamento e di supporto. Di collegamento perché, attraverso l'apertura dei forami intervertebrali, permette l'uscita e l'entrata delle informazioni da e per il Sistema Centrale per il tramite dei nervi spinali; di supporto perché, grazie all'impilamento dei corpi vertebrali, permette la stazione eretta.

Sappiamo anche che la statica della colonna vertebrale, ove siano assenti patologie proprie del rachide, molto dipende dal tono della muscolatura ad essa connessa.

È quindi evidente come una eventuale distonia in plus o in minus del tono di questi muscoli può determinare un'alterazione spaziale di una o più vertebre con conseguente eventuale modifica dello spazio del canale intervertebrale corrispondente. Se immaginiamo ad esempio una deflessione a destra di due vertebre, potremo avere una restrizione del canale verso destra, con possibile compressione delle componenti nervose e vascolari che lo attraversano, mentre dall'altro lato avremo l'eventuale stiramento delle stesse strutture. A questo punto dell'evento, quando non esiste nessun altro impedimento di tipo meccanico, ad esempio un'ernia, si innesca il processo patogenetico di una sindrome disfunzionale. Definiremo sindrome disfunzionale tutto il corredo sintomatico che determina il malessere del paziente, anche in distretti molto distanti dalla zona in disfunzione, senza ancora aver determinato danno anatomopatologico.

Ancora un concetto fondamentale: la nostra colonna vertebrale è situata in mezzo a tre sistemi di reset, regolazione e adattamento molto importanti e molto attivi: la deglutizione, l'appoggio podalico e la coordinazione dei muscoli oculomotori per la visione binoculare.

In altri termini diremo che i tre sistemi di regolazione costantemente nelle 24 ore inviano informazioni al sistema centrale sulla posizione spaziale del corpo e questi adatta le tensioni muscolari di tutto il sistema, utilizzando il meccanismo di facilitazione inibizione muscolare. Il meccanismo di facilitazione ed inibizione è quello schema che coordina l'attività muscolare in funzione dei movimenti che vengono compiuti da un individuo.

Sappiamo bene come per muovere un arto sia necessaria l'attivazione di un muscolo agonista e la contemporanea disattivazione del suo antagonista. In altre parole, ad esempio, per piegare l'avambraccio sul braccio avrò bisogno di contrarre il …