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EDIZIONI MARTINA S.R.L. | info |
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Medico Chirurgo Odontoiatra. Perfezionato in Biomateriali in Chirurgia Protesica. Università di Bologna. Perfezionato in Implantologia Clinica. Università di Chieti. Advanced Periodontitis Patient Biological and treatment concepts. Goteborg University. Docente di Parodontologia al Master di Odontoiatria A.S.A.S. Roma per il triennio 1996/99. Docente di Implantologia e Implantoprotesi al corso di perfezionamento in Chirurgia Speciale Stomatologica presso l'Università di Napoli Federico II. Docente di Implantologia e Implantoprotesi al Master di Implantologia presso l'Università "G. D'Annunzio" di Chieti-Pescara. Docente di Implantologia e Implantoprotesi al corso
di perfezionamento in Implantologia presso l'Università di
Pavia. Relatore a numerosi congressi in Italia ed all'estero. Autore di 152 pubblicazioni su riviste nazionali ed internazionali. Autore del libro "Chirurgia ossea ricostruttiva e rigenerativa" Ed. Martina-Bologna 1999. Autore del libro "Parodontologia" Ed. Elsevier-Masson, Milano 2001. Direttore della collana "La pratica Odontoiatrica" Ed. Elsevier-Masson, Milano. Autore della collana DVD: Le tecniche chirurgiche di GBR e GTR (Guided Bone Regeneration and Guided Tissues Regeneration) in Implantologia. Ed. TU.E.OR. Torino 2005. Autore del libro "Tecniche ricostruttive e rigenerative dei mascellari atrofici, i biomateriali: scelta, indicazioni e metodi d'uso" Ed. TU.E.OR, Torino 2007. Autore del libro "Nuove frontiere del Carico Immediato" Ed. Martina, Bologna 2010. Membro del comitato scientifico delle riviste "Implantologia Dentale & Parodontologia", "Dental Tribune", "Symposium Odontoiatrico" e "Protech" Socio ANDI e Amici di Brugg. Membro della European Federation of Periodontology. Socio attivo e fondatore della IAIO (International Association of Implant Osteo-connected). Socio attivo IADR (International Association of Dental Research) e CED-IADR (Continental European Division / IADR). Responsabile Unità Funzionale di Odontoiatria del Centro Diagnostico Chirurgico Magentino. Esercita la libera professione presso il CDC Magentino, Magenta (MI).
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L'odontoiatria ha sofferto per lungo tempo di un complesso di inferiorità nei confronti della medicina, della chirurgia e delle altre discipline scientifiche in generale. Questo è stato probabilmente dovuto alle sue origini, dai "cava denti" nelle piazze ai "barbieri-dentisti" dell'epoca Rinascimentale, più avanti nel tempo comunque l'apprendimento fu più strutturato come l'apprendistato di un mestiere artigiano piuttosto che come lo studio di una scienza medica. Negli anni '60 in Europa, la riforma dell'insegnamento dell'Odontoiatra attraverso la creazione di facoltà specifiche fece uscire la disciplina dall'oscurantismo in cui giaceva, ma la strada è lunga ...La disciplina si è evoluta per fasi successive, e ciascuna è stata una manna finanziaria per coloro che hanno preso il treno dì buon'ora; le otturazioni indirette hanno sostituito la conservativa diretta, le corone in ceramica quelle in oro. Infine negli anni '70-'80 la parodontologia, poi l'implantologia dell'"osteointegrazione" L'implantologia moderna è stata, ed è ancora certamente un catalizzatore di scienza che continua a elevare la ricerca e, conseguentemente le novità scientifiche nella disciplina. Il prezzo degli impianti ha limitato l'accesso a questa terapia ad una minoranza di pazienti ed ha causato l'apparizione di fabbricanti che, per la maggior parte si è limitata a copiare ciò che già esisteva per rosicchiare una parte di questo mercato nuovo e lucrativo. Il ritardo naturale degli organismi normativi, regolatori e certificatori sulle attività scientifiche ha permesso che delle piccole aziende si buttassero nella breccia, senza strutture di ricerca e offrissero dei sistemi poco performanti, tuttavia presentandoli come un'alternativa economica sostenendo che il prezzo elevato degli impianti era dovuto ai forti investimenti sul marketing e quindi non corrispondente alla qualità. Da un estremo all'altro... Quando la scienza e la conoscenza degli utilizzatori sarà sufficientemente progredita così da rendere l'implantologia una «terapia come le altre», i prezzi si autoregoleranno e saranno più abbordabili per tutti i dentisti pratici (e per i loro pazienti). La marca Intra-Lock è nata con questo secolo, con una filosofia risolutamente di rottura col passato. La sua missione è di essere all'apice della ricerca scientifica e contemporaneamente di offrire ai professionisti i suoi prodotti ad un prezzo «realistico». Numerose pubblicazioni attestano già il fatto che la superficie Ossean™ è una della più performanti sul mercato, riducendo radicalmente i tempi della cicatrizzazione ossea e la connessione protesica del sistema è una della più ermetiche. Gli impianti sono a rischio nel periodo che va dalla loro messa a dimora chirurgica al momento della cicatrizzazione ossea a contatto; si comprende quindi come sia utile ridurre questo tempo che è una finestra aperta per le possibilità negative. Infine il campo della conclusione protesica della terapia offre, grazie all'avanzamento tecnologico, alla conoscenza ed alla semplicità l'impiego, un vantaggio certo ai clinici pratici, tutto in particolare riunito nella tecnica del Flat One™ Bridge. Questa tecnica, è l'oggetto principale di questo libro e viene compiutamente e chiaramente illustrata dal prof. Vincenzo Bucci Sabattini, uno dei professionisti che ha maggior esperienza al riguardo. Essa permette ai dentisti di offrire ai loro pazienti l'accesso ad una ricostruzione impianto-protesica dell'arcata completa a carico immediato, ottenendo dei risultati ottimi sia dal punto di vista funzionale che estetico (compatibilmente con le condizioni anatomiche iniziali). La semplicità (relativa) delle tecniche chirurgiche e protesiche hanno tra l'altro la conseguenza di ridurre i costi, così da permettere di portare questo tipo di terapia, prima riservata a una minoranza fortunata, alla portata di un più grande numero di pazienti. Dott. Thierry GIORNO
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UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA In ambito odontoiatrico poche discipline come l'implantologia hanno goduto dell'attenzione e dell'impegno dei ricercatori che, nell'arco di circa 40 anni, ne hanno determinato un'evoluzione tanto rapida quanto la tecnologia che la sostiene. La messa a punto di nuovi materiali e di nuove superfici micro e nano-trattate, l'impiego di software di virtual planning dedicati e l'evoluzione delle tecniche radiologiche digitali hanno profondamente modificato le tecniche inizialmente proposte e accettate dall'intera comunità scientifica focalizzando come obiettivo la possibilità di ottenere riabilitazioni in tempi brevi e con percentuali di successo elevate. D'altro canto i cambiamenti e l'evoluzione continua possono disorientare il clinico che viene quotidianamente sottoposto a sollecitazioni non sempre adeguatamente supportate dalla ricerca scientifica. Ben venga dunque un testo che, attraverso la pratica esposizione di casi clinici ottimamente documentati, si propone l'obiettivo di fare chiarezza in un ambito in cui si rischia di dare troppo spazio a metodiche approssimative e poco codificate e per ciò foriere più di problemi che di soluzioni. Da lunghi anni conosco l'autore come appassionato professionista e in tempi più recenti docente a contratto presso l'Università di Pavia dove riscuote la stima dei colleghi e suscita l'entusiasmo degli studenti. A lui ed alla sua opera vanno quindi i miei migliori auguri di ogni successo con la certezza che saranno in tanti i professionisti che ne trarranno suggerimenti ed ispirazione per la cura dei propri pazienti, fruitori finali di ogni nostro studio e ricerca. Pavia, 29/03/2010 Prof. Silvana RIZZO
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Sono ben trentatre anni che esercito la professione. Mi approcciai all'odontoiatria ancora prima: sono figlio d'arte. Mio padre conseguì la specialità in Odontoiatria nel 1949 all'Università di Bologna. All'epoca in cui ero studente ginnasiale mio padre, oltre allo studio, aveva un laboratorio odontotecnico con tre tecnici che lavoravano per il suo studio. Cominciai in quel periodo a guadagnarmi la paghetta settimanale frequentando il laboratorio, colando i modelli, lucidando i bordi delle totali, preparando le coppette stampate picchiando sul mellot, etc. Ho quindi la fortuna di avere una memoria delle procedure e delle tecniche molto più antica della mia età anagrafica e professionale. E questa è una fortuna. Non corro il rischio di pensare che le cose nascono quando io ne vengo a conoscenza, errore in cui molti cadono. La necessità dello studio della storia della professione, è troppo sottovalutata "historia magistra vitae" e non solo. Negli anni in cui io cominciavo ad esercitare, il mondo dei dentisti era attraversato da un entusiasmo culturale che non aveva precedenti e non si ripeté più. Nacque la pratica della parodontologia e la relativa società, da gemmazioni degli Amici di Brugg si svilupparono anche le diverse Accademie (di conservativa e di protesi, etc.) che portarono in breve l'odontoiatria Italiana a livelli di eccellenza. Fu, infine creato l'albo degli Odontoiatri, conseguenza della nascita dello specifico corso di Laurea Specialistica. Nello stesso periodo esplose l'Implantologia. Purtroppo però, per molto tempo quest'ultima fu osteggiata dalla maggioranza dei dentisti di buona qualità e dalla quasi totalità del mondo accademico. Ebbi la fortuna ai avere buoni maestri fra i molti mi piace ricordare in particolare i dottori De Chiesa e Pescarmona. Anche loro, come molti, erano lontanissimi dall'implantologia, all'epoca. Mio padre, però, che prima della guerra era ortopedico e che si rivolse all'odontoiatra in conseguenza di una lesione bellica, mi introdusse ad una chirurgia di tipo maxillo facciale e impiantare che, in quel tempo, la massima parte dei colleghi rifuggiva. L'implantologia venne "sdoganata" e diventò "per bene" solo con Branemark. Oggi però, sempre di più viene riconosciuto il grandissimo contributo clinico-scientifico dato dai primi pionieri Questa nota autobiografica, che racconta quanto fui fortunato, rende anche ragione della scaletta di costruzione del libro che state leggendo. Comincia con un capitolo di storia, perché senza memoria storica non si ha prospettiva e senza prospettiva si incorre facilmente in errori. Il più frequente è quello di fare atti di fede. Essi, in ambito scientifico, non hanno luogo di esistere. Dai tempi di Galileo non è più accettabile l'"lpse dixit" ("l'ha detto lui"). Il terzo capitolo riprende i cenni storici (repetita iuvant), quindi rivede criticamente molte nozioni che a lungo sono state dichiarate indiscutibili. Introduce poi il come e perché è oggi ragionevole scegliere l'implantoprotesi a carico immediato come la soluzione terapeutica migliore per le edentulie e per le gravi patologie dentarie e parodontali. Questo capitolo è un po' il cuore di tutto il libro e, prima ancora che un trattato di tecnica, ha la presunzione di contribuire a suggerire al lettore un'attività di critica e di ragionamento. È il quarto impegno editoriale che mi assumo. Fare un libro, anche modesto come questo e con numerosi colleghi collaboranti, significa circa un anno di lavoro, dato che lo si deve fare nel tempo libero dall'attività clinica (notte, sabati e domeniche). Ho voluto farlo comunque perché credo sia un dovere morale. Chi, come me, ha avuto la fortuna di partecipare attivamente alla grande crescita culturale e clinica della professione, una volta giunto alla piena maturità professionale "deve trasferire ai più giovani le conoscenze e le esperienze acquisite" È quindi mia intenzione comunicare le mie scelte (anche di materiali, non solo di metodi) apertamente. Esse sono frutto di un'esperienza più che trentennale di pratica clinica sorretta da un costante studio di aggiornamento e dì ricerca. Dico ciò che dico perché
sono convinto di fare cosa utile ai colleghi e, ancor più,
ai cittadini che si rivolgono alle cure. Sono e sono sempre stato uno spirito libero, fuori dal gregge e non comprabile. Chi si fida del mio giudizio, mi crederà, chi non si fida a priori, spero che almeno vorrà approfondire la conoscenza facendomi il credito, che so di meritare, come professionista onesto, come ricercatore dilettante, ma appassionato, di voler verificare ciò che dico. Sono certo che chi vorrà avvicinarsi a queste metodiche, ne sarà conquistato ed in cuor suo mi sarà grato. Avrò allora fatto il mio goal. Buon lavoro! Vincenzo Bucci Sabattini
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PRESENTAZIONE (Dott. Thierry Giorno) PREFAZIONE (Prof. Silvana Rizzo) PRESENTAZIONE DELL'AUTORE
1 - STORIA DEL CARICO IMMEDIATO IN IMPLANTOPROTESI Paolo Zampetti
2 - ELEMENTI DI ANATOMIA CHIRURGICA DEI MASCELLARI IN RELAZIONE ALLA PIANIFICAZIONE DELLA CHIRURGIA IMPLANTARE Marco Del Corso, Jacques Dargaud Indagini strumentali e pianificazione pre-chirurgica Anatomia chirurgica del mascellare superiore suddivisa per regioni Regione anteriore del mascellare superiore Regione laterale del mascellare superiore Regione posteriore del mascellare superiore Anatomia chirurgica della mandibola suddivisa per regioni Regione anteriore della mandibola Regione latero-posteriore della mandibola
3 - NOVITÀ SUL CARICO IMMEDIATO: CARATTERISTICHE DEGLI IMPIANTI E METODI PROTESICI Vincenzo Bucci Sabattini e coll. Introduzione
IL CONTROLLO DELL'ASEPSI Francesco, Bucci Sabattini, Vincenzo Bucci Sabattini La sterilizzazione Conservazione e riutilizzo del materiale sterilizzato Sistemi di controllo dell'autoclave e del processo di sterilizzazione Sistemi di tracciabilità Le normative per la sterilizzazione
BIOMECCANICA Vincenzo Bucci Sabattini Macro e micromorfologia impiantare, la connessione impianto/moncone, il trattamento di superficie. I fattori che portano alla stabilità primaria ed il mantenimento dell'osteointegrazione La stabilità primaria L'apporto ematico nel sito
LA CHIRURGIA DEL SENO MASCELLARE AD USO IMPIANTARE Vincenzo Bucci Sabattini, Alberto Minnici Indicazioni e controindicazioni Tecniche proposte Criteri di successo Rischi chirurgici Le tecniche di più frequente applicazione Tecnica classica Tecnica a minima invasività (secondo Bucci Sabattini 1999)
LA CHIRURGIA OSSEA Vincenzo Bucci Sabattini e coll. Nuova macromorfologia implantare per ridurre il trauma osseo ed aumentare il bic e l'osteointegrazione: la soluzione Blossom Il titanio ed il trattamento di superficie: fattori determinanti il tempo di osteointegrazione, la sua stabilità ed il bic Trattamento di superficie
RAPPORTO SULLE ANALISI ESEGUITE PER LA VALUTAZIONE DELL'ERMETICITÀ DI CONNESSIONI IMPLANTARI Vincenzo Bucci Sabattini, Clara Cassinelli Gli impianti post estrattivi
LA RIABILITAZIONE IMPLANTOPROTESICA
A CARICO IMMEDIATO. Alberto Minnici, Ugo Botta, Aniello D'Ambrosio, Vincenzo Bucci Sabattini
CARICO IMMEDIATO IN MASCELLARI EDENTULI CON PROTOCOLLO INTRALOCK: IL FLAT ONE BRIDGE Vincenzo Bucci Sabattini, Thierry Giorno, Fabrizio Montagna, Ugo Botta La scelta dei materiali: metallo, ceramiche, compositi industriali, compositi polimerizzati in laboratorio: vantaggi e svantaggi
LE TECNICHE DI RILEVAMENTO DELLE IMPRONTE ED IL TRASFERIMENTO DATI AL LABORATORIO Alberto Minnici, Ugo Botta, Vincenzo Bucci Sabattini Esame clinico extraorale: linea del sorriso, piano di camper, bipupillare, valutazione delle pieghe mimiche periorali Esame della tensione muscolare, valutazione dei rumori articolari e/o di limitazioni o deviazioni in apertura e chiusura della bocca
4 - RIABILITAZIONE IMPLANTOPROTESICA FULL ARCH COL FLAT ONE BRIDGE: CASISTICA CLINICA E VALUTAZIONE STATISTICA Daniele Manfredini, Alberto Minnici, Vincenzo Bucci Sabattini
5 - LA FISIOLOGIA DELL'OSSO,
RIGENERAZIONE GUIDATA TISSUTALE E OSSEA, I FATTORI DI CRESCITA:
Alberto Maltagliati, Alberto Minnici, Vincenzo Bucci Sabattini
6 - OCCLUSIONE E POSTURA Fabio Zaina, Stefano Negrini, Vincenzo Bucci Sabattini
7 - IMPLANTOPROTESI E DISORDINI TEMPOROMANDIBOLARI Daniele Manfredini
8 - BRUXISMO COME FATTORE DI RISCHIO IN IMPLANTOLOGIA Daniele Manfredini
9 - COMPLICANZE ED ERRORI Fabrizio Montagna, Livia Montagna
ATLANTE FOTO DI CASI
APPENDICE Innesti d'osso autologo ed implantologia a carico immediato Stefano Torti
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CAPITOLO 1 IL CARICO IMMEDIATO: CENNI STORICI Paolo
Zampetti Sono note descrizioni di reperti dell'epoca precolombiana, che presentavano pietre infisse nei denti o addirittura atte a sostituire elementi mancanti. Il primo reperto a noi giunto di terapia implantare, coronata da successo, è il famoso frammento mandibolare con impiantate tre valve di conchiglia. Nel Museo di Archeologia ed Etnologia dell'Università di Harward (Massachussets) era conservato un frammento di mandibola di un individuo vissuto fra il VII e l'VIII secolo dopo Cristo. In essa sono infissi tre pezzi cuneiformi di conchiglia che sostituiscono tre incisivi inferiori. Il frammento fu rinvenuto nel 1931 dal dott. Wilson Popenoe e da sua moglie Doroty nel corso di ricerche sulla civiltà Maya nella Playa de los Muertos, sulla riva destra del fiume Ulloa in Honduras, dove aveva precedentemente eseguito altri importanti scavi anche l'archeologo Gordon. Nello studiare questo inedito reperto, i membri della spedizione formularono in prima istanza l'ipotesi che gli elementi inseriti potessero essere un trattamento estetico post-mortem, forse espressione di qualche complicato rituale funebre o pratica religiosa. Il reperto fu consegnato due anni dopo al Museo dell'Università dì Harward. Catalogato col n. 20/54, fu ritenuto testimonianza di un rituale funebre della Civiltà Maya, perché i tre cunei, sagomati come denti, sembravano inseriti post-mortem. Dopo qualche anno il reperto scomparve (Fig. 1.1). Non se ne saprebbe più nulla se l'italiano Amedeo Bobbio, nato a Genova e residente in Brasile, dove è docente d'Implantologia all'Università di Santos, non l'avesse "riscoperto", fornendo le prove scientifiche che i tre pezzi di conchiglia furono inseriti in vita e sono la più antica testimonianza di impianti alloplastici eseguiti sull'uomo. Ecco la descrizione di Bobbio: "Nella mia ricerca in ogni settore del Museo ecco infatti imbattermi all'improvviso in una scoperta tanto importante quanto inaspettata: un frammento esteso e compatto di mandibola, quasi il corpo completo, più mutilato a destra, con assenza dei processi montanti. Questa la formula dei denti presenti: laterale e canino a destra; canino, premolari, primo e seconda premolare a sinistra. Ma lo straordinario è che i
tre incisivi assenti sono sostituiti da altrettanti denti artificiali
impiantati e confezionati da valve di conchiglia. Nell'insieme la forma, parte radicolare endoossea compresa, suggerisce l'idea di un triangolo allungato a cuneo. " (...) "Nel frammento i denti naturali non presentano segni di carie, ma nei denti naturali dell'emiarcata sinistra sono visibili piccole linee di frattura dello smalto, per lo più orizzontali nella faccia vestibolare, e nel canino anche verticali. Gli impianti furono accuratamente caratterizzati sotto il loro bordo incisale, soprattutto del laterale sinistro, con lo scavo di un breve solco trasversale. L'incisivo artificiale centrale sinistro è impiantato in modo anormale, ruotato su se stesso con un angolo di circa 80°, per cui la faccia anteriore, di maggior diametro orizzontale, si presenta invece di lato, perpendicolare agli altri denti. Questo per lo meno è il suo aspetto attuale ben visibile nella mia fotografia, perché la fotografia in possesso del Museo, scattata nel 1935 e leggermente sfuocata, mostra un'anomalia assai meno pronunciata. È probabile che il dente sia nel frattempo caduto e quindi ricollegato a forza in posizione così irregolare. Di questa mandibola non esiste letteratura e poco o nulla si sapeva fino ad oggi.
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