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EDIZIONI MARTINA S.R.L. | info |
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Laureato con lode nel 1991 in Odontoiatria e Protesi Dentaria presso l'Università La Sapienza di Roma con tesi in Parodontologia. Dal 1991 al 1995 frequenta da interno il reparto di Parodontologia dell'Università La Sapienza di Roma, titolare Prof. Cattabriga. Nel 1995 ha ottenuto il Perfezionamento in "Chirurgia Orale" presso l'Ospedale San Giovanni di Roma. Nel 1997, dopo due anni di frequentazione ha conseguito il Post-Graduate Certificate in "Implantologia e Parodontologia" alla New York University. Dal 1990 è Socio Ordinario della SidP (Società Italiana di Parodontologia). E’ Membro ITI (International Team for Implantology). Docente del Master Internazionale biennale di II livello in "Implantologia Orale e Restaurazioni Protesiche" per l'a.a. 2009-2010 presso il Dipartimento di Scienze Odontostomatologiche dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza". Docente del Master di II livello in "Implantoprotesi in Odontostomatologia" per l'a.a. 2009-2010 Prima Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza". È autore di pubblicazioni su riviste nazionali ed internazionali e relatore a corsi e conferenze. Ha pubblicato sull'lnternational Journal of Periodontics and Restorative Dentistry il razionale per l'utilizzo della tecnica F.P.G.R. ideata insieme ad Emanuele Camaioni "Rational basis for the use of a new clinical procedure in immediate-loading implant rehabilitations: a case report". Sull'International Journal of Periodontics and Restorative Dentistry l'utilizzo degli impianti Bone Level nel carico immediato, "Immediate placement of Bone Level Straumann implants: a case series". Come clinico ricercatore uno studio pubblicato sull'lnternational Journal of Oral and Maxillofacial Implants sulla superficie attiva Straumann SLActive. Sul Dentista Moderno uno studio sulla prevedibilità dell'estetica ideale nell'implantologia a carico immediato: "Studio clinico preliminare sulla prevedibilità dell'estetica ideale: ruolo di un nuovo design implantare Bone Level". Svolge la sua attività lavorativa in Campobasso e Roma con pratica limitata alla Implantologia ed alla Parodontologia.
Consegue la maturità odontotecnica presso l'I.P.S.I.A. di San Benedetto del Tronto nel 1982, nel 1991 consegue la maturità Europea che gli permette di aprire un laboratorio Odontotecnico in qualsiasi stato Europeo. Diventa titolare di laboratorio nel 1998 dopo qualche collaborazione professionale in alcuni tra i migliori laboratori in Italia. Subito socio ANTLO. Partecipa a vari corsi, sia in Italia che all'estero con i più grandi maestri del settore odontotecnico sviluppando conoscenze specifiche nella lavorazione della porcellana e sull'impiantologia. Inizia a collaborare con diverse aziende produttrici del settore:
Nel 1998 ha un esperienza di lavoro a Los Angeles (California). Pubblica diversi lavori in alcune tra le riviste più prestigiose del settore tra cui:
Docente del Master Internazionale biennale di II livello
in "Implantologia Orale e Restaurazioni Protesiche" per
l'a.a. 2009-2010 presso il Dipartimento di Scienze Odontostomatologiche
dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza".
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Il campo della ricerca e della pratica cllnica contemporanea ci mettono a disposizione una serie di dati certi riguardo l'odontoiatria implantare al punto tale che possono essere utilizzati come ausilio nella prima fase del trattamento, cioè nella fase in cui fatta la diagnosi del caso dobbiamo stilare un piano di trattamento. Quando consideriamo un piano di trattamento, durante la valutazione prognostica, dobbiamo evidenziare numerose variabili che possono essere legate direttamente alla salute orale del paziente. Durante questa fase, forse la più importante, dobbiamo avere bene impressi nella mente i concetti che derivano dalla necessità di imitare "madre natura". Se partiamo da questi punti fermi seguiremo la strada che ci porta al "successo a lungo termine". Lo scopo del nostro lavoro, parte proprio da queste considerazioni: avendo ben chiaro l'obiettivo da raggiungere, attraverso le conoscenze basate sull'evidenza scientifica, seguendo passaggi ben codificati, verificati e ripetibili, la strada diventa meno tortuosa e più prevedibile. Abbiamo pensato quindi, di usare il libro per descrivere tutte le fasi che caratterizzano la gestione di UN CASO, dal piano di trattamento alla finalizzazione protesica, utilizzando numerosi casi clinici per descrivere le singole fasi di trattamento. Secondo la nostra idea, avere a disposizione tanti casi clinici diversi, ci mette nella condizione di analizzare tantissime variabili che possono distinguere un caso dall'altro. Ci da inoltre la possibilità di riuscire a razionalizzare passaggi che altrimenti ci porterebbero ad inutili perdite di tempo. Santo Garocchio
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Da sempre sono convinto che per riuscire bene in ogni attività professionale occorre passione per il proprio lavoro. Ciascuno di noi lo sa. Nel libro di Santo Garocchio ed Emanuele Camaioni la passione emerge in ogni frase ed in ogni immagine. Chiunque abbia affrontato la propria vita professionale con un grande impegno non può che sentirsi onorato di presentare un libro come questo. I due autori con grande precisione e dovizia di particolari presentano i risultati del loro lavoro clinico. Chiunque si sia cimentato o voglia cimentarsi con le problematiche riabilitative affrontate nel lavoro troverà la trattazione interessante ed i punti di vista illustrati utili per poter formulare diverse considerazioni. L'argomento è attuale e si basa su una robusta evidenza scientifica almeno in alcune indicazioni. Auguro agli autori, e soprattutto a questo libro, risultato della loro fatica, ogni successo in nome del comune impegno e della comune passione per l'odontoiatria. Luca Cordaro
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Nella mia lunga carriera accademica raramente mi era accaduto di poter visionare in anteprima un testo così interessante sia dal punto di vista pratico che da quello clinico. Un testo che si potrebbe definire "pragmatico", immediato e ricco di materiale iconografico che verrà apprezzato dai più giovani ma sicuramente non verrà ignorato da tutti coloro i quali hanno fatto dell'implantologia una professione. La diagnosi ed il piano di trattamento vengono affrontati con una metodologia che segue le basi delle linee guida dell'Implantologia protesicamente guidata"; questo permette di rispettare la distanza biologica e di inserire impianti osteointegrati nei siti programmati per la riabilitazione protesica. Nel libro vengono trattati argomenti di attualità come il carico immediato sia nei siti ritardati che in quelli post-estrattivi ed il relativo rischio biologico. Inoltre, vengono descritte metodologie di laboratorio che, abbinate all'esecuzione di interventi chirurgici, consentono di ottenere rilevanti risultati funzionali ed estetici nelle restaurazioni implanto-protesiche e anche le metodiche di ricostruzione del tessuto osseo, ampiamente illustrate, sono attualmente valide. Sono rilevanti le immagini radiografiche post-operatorie contenute nel testo che mostrano come, con un corretto studio della morfologia del tessuto osseo del paziente, si può attuare un accurato piano di trattamento che, unito all'applicazione delle moderne tecniche chirurgiche, permette di ottenere dei risultati validi nel tempo. Altri argomenti importanti come quello che riguarda l'esecuzione di manufatti protesici realizzati con la sistematica CADCAM per le riabilitazioni implanto-protesiche vengono illustrati e descritti con meticolosità. Il testo contiene inoltre significativi casi clinici che mettono in evidenza la sua validità. In sintesi è un libro di facile comprensione su un argomento come la riabilitazione implanto-protesica che molto spesso rimane materia ostica sia nell'apprendimento che nell'esecuzione. Prof. Manlio Quaranta
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INTRODUZIONE DEGLI AUTORI PRESENTAZIONE PREFAZIONE RINGRAZIAMENTI
1: INTRODUZIONE AL CARICO IMMEDIATO: BASI BIOLOGICHE ED IMPLANTO-PROTESI Concetti di osteointegrazione e micromovimenti immediati Diagnosi, selezione del paziente, comunicazione, evoluzione delle tecniche Razionale per la scelta dei tempi di carico e loro utilizzo clinico PIANO DI TRATTAMENTO INIZIALE ED APPROCCIO DIAGNOSTICO AL CARICO IMMEDIATO: PROGNOSI Considerazioni generali Restauro immediato (sostituzione denti singoli Carico immediato (sostituzione di due o più denti) Numero e distribuzione degli impianti Ricostruzioni su impianti con elementi in estensione Collegamento dente impianto: quando e perché PIANO DI TRATTAMENTO - CERATURA DIAGNOSTICA Il caso: sviluppo del progetto diagnostico in laboratorio sulla base delle indicazioni cliniche Estetica e funzione, fasi preliminari e studio digitale del caso Piano di trattamento odontotecnico (ceratura diagnostica) Analisi dei modelli di studio (morfologia delle creste ed impostazione del set-up in funzione delle future posizioni implantari) BIBLIOGRAFIA
2: TECNICA F.P.G.R (Few Passing Great Result) Registrazioni funzionali L'essenza della tecnica F.P.G.R.: chirurgia guidata "sul modello" Scelta e preparazione dell'abutment Realizzazione del provvisorio F.P.G.R. prima della fase chirurgica
3: REALIZZAZIONE DELLA FASE CHIRURGICA ED INTEGRAZIONE BIOLOGICA DEL PROVVISORIO NEL CARICO IMMEDIATO Fase chirurgica: utilizzo delle indicazioni derivate dal piano di trattamento: posizionamento tridimensionale dell'impianto Analisi dei fattori che condizionano l'attuazione del carico immediato: impianti in siti ritardati ed in siti post-estrattivi e rischi biologici connessi Applicazione clinica dei materiali da innesto e delle membrane riassorbibili Siti con perdite orizzontali e verticali di volume osseo in prossimità del pavimento anteriore del seno mascellare Impianti tissue-level v/s impianti bone-level: considerazioni BIBLIOGRAFIA
4: ULTERIORE POSSIBILITÀ DELL'IMPRONTA F.P.G.R., POSIZIONAMENTO DEL PROVVISORIO Posizionamento degli abutment prowisori avvitati Verifiche funzionali ed estetiche Integrazione della tecnica F.P.G.R. con l'impronta intercettiva Programmazione dei tessuti periimplantari sul modello di lavoro CAD-CAM prothesis, nuove possibilità Sviluppo della morfologia dentale sul modello di lavoro BIBLIOGRAFIA
5: GALLERIA DEI CASI CLINICI |
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Capitolo 1 Le condizioni di guarigione presuppongono, dopo l'installazione dell'impianto, un buon grado di stabilità meccanica. Questo è possibile quando il sito contiene una quantità sufficiente di osso e quando l'osso spugnoso (trabecolare) contribuisce con un numero sufficiente di trabecole. L'inserimento dell'impianto nei tessuti duri determina un "danno" prodotto dagli insulti meccanici ma anche dal cosiddetto "adattamento per pressione" che si verifica nella parte corticale della parete ossea quando un impianto di dimensioni leggermente superiori è inserito nel canale preparato del tessuto duro e che determina il collasso dei vasi. La lesione da inizio al processo di guarigione della ferita che porta all'osteointegrazione ed alla formazione di un delicato attacco che protegge l'osso sottostante dai batteri del cavo orale. Questo processo di guarigione è molto complesso ed in apparenza si compone di diverse fasi che si svolgono nelle parti ossee corticale e spugnosa del sito chirurgico. Nella regione dell'osso corticale deve verificarsi il riassorbimento di tessuto necrotico mineralizzato e avascolare prima che, sulla superficie dell'impianto, si possa formare nuovo osso. Viceversa, nella parte spugnosa del sito la formazione di osso fibrillare e l'osteointegrazione si manifestano precocemente nel corso della guarigione. La conoscenza di questi meccanismi di
guarigione è alla base di alcune scelte terapeutiche legate
ai tempi di inserimento dell'impianto che possono migliorare notevolmente
la gestione dei nostri piani di trattamento. I leucociti poi iniziano a decontaminare la ferita e dagli spazi midollari dell'osso periferico vitale inizia la proliferazione di strutture vascolari dentro al tessuto di granulazione di nuova formazione. Dopo circa una settimana dall'impianto, i macrofagi a funzione riparativa e le cellule mesenchimali indifferenziate cominciano a produrre e a liberare fattori di crescita in grado di stimolare la fibroplasia, attraverso la quale è possibile la formazione di un tessuto connettivo provvisorio indifferenziato in corrispondenza delle regioni trabecolari apicali del sito dell'impianto e nei "siti di forcazione" cioè nelle porzioni interne delle regioni filettate dell'impianto, che, dopo l'inserimento, sono prive di contatto con l'osso circostante. A questo punto fanno la loro comparsa gli osteoclasti negli spazi midollari più distanti dalla superficie dell'impianto e si verifica un progressivo riassorbimento dell'osso necrotico. Il tessuto connettivo provvisorio è ricco di vasi di nuova formazione, fibroblasti, cellule mesenchimali indifferenziate. Esso gradualmente maturerà in tessuto osteoide da cui si formerà osso fibrillare che riempirà gli spazi vuoti con tessuto osseo. Questa fase di rimarginazione della ferita e di prima sintesi ossea viene definita modellamento. Rappresenta la prima reale osteointegrazione. La fase di modellamento è seguita da una successiva di rimodellamento durante la quale l'osso fibrillare è sostituito da osso lamellare caratterizzato da un buon potenziale di sostegno e distribuzione del carico. L'osso fibrillare è gradatamente sostituito da osso lamellare e midollo osseo. Con l'avanzare del processo di guarigione, tutte le porzioni dell'osso originale vengono sostituite da nuovo osso. Alla luce di questi processi di guarigione le superfici attive degli impianti di nuova generazione giocano un ruolo di primaria importanza perché accelerano tali processi. SLActive è una superficie chimicamente attiva con proprietà idrofile che promuove una stabilità superiore dell'impianto grazie ad una maggiore apposizione ossea già dopo 2 settimane dal posizionamento dell'impianto (studi preclinici: Buser Dent Res, 83/07:529-533 (2004). L'osteointegrazione rappresenta una connessione diretta tra l'osso e l'impianto senza strati di tessuto molle interposti, ma non è caratterizzata da una connessione del 100% tra osso ed impianto. Quindi la definizione di osteointegrazione è basata sulla stabilità piuttosto che su criteri istologici. Si definisce osteointegrazione "un processo grazie al quale si ottiene e si mantiene, nell'osso, una fissazione rigida, clinicamente asintomatica, di materiale alloplastico durante il carico funzionale" (Zarb e Albrektsson, 1991). Diverse ricerche condotte su impianti rimossi da mascelle umane che avevano mantenuto la loro stabilità, hanno fornito informazioni sulla percentuale di contatto tra osso e metallo, e questa varia dal 60% (impianti di tipo Nobelpharma), a valori che aumentano con il tempo di carico dell'impianto più evidente negli impianti mandibolari che mascellari (Albrektsson e coll., 1993), fino a quantità di contatto molto scarsa nonostante gli impianti fossero clinicamente stabili (Nystròm e coll., 1993).
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