![]() |
EDIZIONI MARTINA S.R.L. | info |
|||||||||
| 40139
Bologna - Via A.P. Orlandi, 24 -
Tel. 051.6241343 - Fax 051.545.514 FILIALE: 00161 Roma- Via Lucca, 31 - Tel. e Fax 06.440.45.03 - filiale.roma@edizionimartina.com |
|||||||||||
|
|
||||||||||
|
Nato a Firenze il 22 ottobre 1961. Diplomato Odontotecnico presso l'I.P.I.A. "Leonardo da Vinci" di Firenze. Laureato in Odontoiatria e Protesi Dentaria presso l'Università di Pisa. Perfezionato in Odontologia forense all'Università degli Studi di Firenze. Specializzato in Ortognatodonzia all'Università degli Studi di Siena. Ricercatore a contratto presso il Dipartimento di Scienze Odontostomatologiche dell'Università degli Studi di Siena. Vincitore del Premio SIDO per il Miglior Poster nel 2006 e nel 2007 (primo classificato). Ha pubblicato circa 80 articoli, prevalentemente su temi ortodontici, su riviste nazionali ed internazionali. È autore del libro "Nozioni fondamentali di tecnica ortodontica" Edizioni Martina Bologna, 2004. Relatore e autore di contributi personali sull'ortodonzia a numerosi corsi, congressi e convegni in Italia ed all'Estero. Istruttore presso lo studio del Dr. Giuseppe Cozzani Presidio sanitario privato a La Spezia. Valutatore nell'anno 2002 di eventi formativi (Referee) per la Commissione Nazionale per la formazione continua in medicina (ECM) del Ministero della Salute. Iscritto all'Albo dei C.T.U. del Tribunale di Firenze. Socio Onorario del GTO Associazione Nazionale Tecnici Ortodontisti. Il Dott. Daniele Francioli è membro SIDO, SIDA, ANT-OR, SNO, ANDI, ASIO. Attualmente svolge l'attività di libero professionista esercitando esclusivamente la consulenza ortodontica ed è inoltre titolare del laboratorio ortodontico "FRANCIOLI ORTODONZIA" in Firenze.
|
||||||||||
|
Voi che intendendo il terzo ciel movete... È per me un grande piacere presentare questo testo dedicato all'ortodonzia. L’Autore che conosco ormai da molti anni è attualmente tra i collaboratori alla Scuola di Specializzazione in Ortognatodonzia di Siena nella veste di ricercatore. Il Dott. Francioli ormai da più di 30 anni si è dedicato esclusivamente all'ortodonzia percorrendo un cammino professionale prima come Odontotecnico, poi come Odontoiatra ed infine come Specialista in Ortognatodonzia. Desidero sottolineare che ho sempre evidenziato all'interno della Scuola di Siena l'importanza dell'ampliamento della cultura ortodontica. Ritengo che questo testo consenta di colmare alcuni vuoti presenti nel nostro settore. Va a lui il merito di aver maturato l'originale intuizione di dedicare un libro al mondo dell'ortodonzia, consentendo così allo studente del corso di Laurea Specialistica in Odontoiatria e Protesi Dentaria, allo specializzando in Ortognatodonzia ed al clinico, di destreggiarsi nel sempre più vasto e vario universo ortodontico. Il libro, strutturato in più parti, riserva i primi capitoli alla descrizione dei dispositivi distalizzanti dell'arcata superiore frutto di una ricca ed accurata ricerca bibliografica e merceologica. L'enorme messe di dispositivi messi a punto ha creato un certo imbarazzo fra i possibili utilizzatori circa le vie di azione, le caratteristiche costruttive, la facilità o meno del loro utilizzo. Da qui l'interessante iniziativa di Daniele di riunire in un florilegio tutte le apparecchiature descritte in letteratura sintetizzate in cartelle descrittive. Una seconda sezione del libro è dedicata all'applicazione
clinica degli apparecchi distalizzanti, seguita da una puntuale illustrazione
dell'attrezzatura e del materiale utile per la realizzazione di tali
dispositivi. Per dare un ulteriore contributo di praticità, Daniele ha chiesto agli studiosi (...il terzo ciel movete...) di fornire un caso clinico quale esempio di utilizzo della apparecchiatura messa a punto. Di coloro che hanno risposto positivamente, l'ultima parte del libro riporta appunto l'excursus nel trattamento di un paziente. Se l'autore me lo consente, vorrei riportare una piccola impressione personale. Talora sembra che alcuni apparecchi si differenzino per minimi particolari, rispetto ai precedenti, forse per il gusto di poter battezzare un personale dispositivo. Con un pizzico di cattiveria termino con un sonetto di Trilussa quando criticava alcuni politici fascisti: "la lumachella della vanagloria, che era strisciata sopra l'obelisco, guardò la bava e disse "ahi capisco che lascerò una impronta nella storia ". Prof. Roberto Giorgetti
|
||||||||||
|
All'inizio del libro mi sono cimentato nel dare senso logico al tema scelto, come sempre al principio di un serio lavoro e, data la mia grande curiosità, una forte agitazione regnava in me. Con questo stato d'animo, il giorno del solstizio d'estate, seduto nel mio scriptorium, ho cominciato a documentarmi su numerosi libri, articoli, tesi e sillabi e, non contento, ho effettuato la mia ricerca anche su internet. Il mio lavoro è stato facilitato dal fatto che avevo già affrontato parte dell'argomento nella mia tesi di Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria (Un nuovo dispositivo ortodontico per la distalizzazione dei molari: il Distal Metal), nel mio precedente libro (Nozioni fondamentali di tecnica ortodontica), in alcuni articoli da me pubblicati (L'evoluzione della distalizzazione dei molari superiori: il Distal 8 - L'unico dispositivo per la distalizzazione dei molari e dei premolari superiori: il Distal 8 -Classi II non estrattive - Il distalizzatore rapido) ed infine nella tesi di specializzazione in ortognatodonzia (Dispositivi fissi distalizzanti nell'arcata superiore). Nonostante la mole raccolta, le notti passate a prolungare il piacere della lettura, quando ho terminato il mio lavoro, ormai giunto il solstizio d'inverno, nonostante il mio vegliare e la mia divorante fame di cultura, nell'attesa di essere ispirato, mi sono reso conto del vasto scibile di questa ricerca e dell'esiguo contributo che il mio scritto poteva apportare. Infatti, nonostante abbia compiuto questo tour de force, tanto ci sarebbe ancora da scrivere sull'argomento. Più andavo avanti e più mi rendevo conto come diceva Socrate "di sapere dì non sapere" e mi persuadevo a cercare ancora, fino al momento in cui non ho più potuto indugiare. Spero per questo di condividere con voi il mio sforzo. Come Dante nella sua Commedia attraverso i nove cieli del paradiso così ho deciso di dividere la mia guida in nove parti. Inizierò con un excursus storico seguito da una proposta di nuova classificazione ed infine una valutazione di ogni singolo dispositivo trovato. Al termine della descrizione di ogni apparecchio ho deciso di inserire la relativa bibliografia, sperando che nel proseguo della lettura si colga questa mia scelta. In più ho pensato di esporre il mio lavoro basandolo sulle rigorose affermazioni scaturite dalla ricerca letteraria, cercando di evitare comparazioni e ricorrendo, quando possibile, al seguente modus operandi per ogni apparecchio: autore; origine; composizione del dispositivo; indicazioni cliniche; divisione tra dispositivi senza ancoraggio palatale e con (distinti con il simbolo * accanto al nome dell'apparecchio) ed infine la bibliografia (references che alla fine del lavoro ho unito, raccogliendo circa 150 voci). Inoltre, per ogni dispositivo presentato, ho realizzato o ho fatto realizzare uno specifico disegno che ne evidenziasse le peculiarità. Come se non bastasse, ho deciso di introdurre una novità nel mondo editoriale dentale e per questo ho ampliato il testo aggiungendo: un elenco dei laboratori odontotecnici che si sono dedicati alla tecnica ortodontica, suddividendoli per le regioni d'Italia; la componentistica necessaria alla costruzione dei dispositivi; i macchinari e il materiale da utilizzare; le associazioni sia esse mediche che tecniche o miste; le scuole di specializzazione in ortognatodonzia; i periodici che si sono dedicati a questo particolare settore; i testi; i congressi e le notizie sul web; i casi clinici trattati direttamente dagli ideatori dei dispositivi che hanno inviato il loro lavoro. Prima di addentrarmi nella scelta terapeutica di ogni singolo dispositivo, ho ritenuto opportuno soffermarmi sulle caratteristiche di ognuno di essi. Non sempre le proprietà di ogni singolo dispositivo vengono chiarite e le notizie riportate nei testi sono, a volte, tra loro discordanti. Inoltre, i legami di amicizia e i rapporti professionali che ho intrattenuto con molti Padri fondatori in questi ormai più di 30 anni di professione, l'ammirazione che provo per le loro opere, a dispetto di divergenze e di punti di disaccordo, hanno contribuito a modificare la percezione che avevo dell'ortodonzia. In conclusione, visto i tanti elogi che mi sono stati fatti per aver inserito delle frasi filosofiche nel precedente libro "Nozioni fondamentali di tecnica ortodontica", ho ritenuto opportuno ripetere l'esperimento precedente e condividere con voi queste nuove locuzioni, nella speranza che vi portino momenti di riflessione e vi possano essere d'aiuto, come lo sono state per me. Daniele Francioli
|
||||||||||
PARTE 2 - I DISPOSITIVI EXTRAORALI
PARTE 3 - I DISPOSITIVI INTRAORALI
PARTE 4 - I PROPULSORI MANDIBOLARI
PARTE 5 - L'ATTREZZATURA
PARTE 6 - LE INFORMAZIONI
PARTE 7 - LE BASI BIOLOGICHE E TIMING DI TRATTAMENTO
PARTE 8 - I CASI CLINICI
PARTE 9 - THE END
|
||||||||||
|
L’INTRODUZIONE Negli ultimi decenni le varianti merceologiche e il prospettarsi di nuove soluzioni terapeutiche hanno apportato notevoli cambiamenti in ogni settore dell'odontoiatria. In ortodonzia in particolare il paziente richiede sempre di più estetica, comfort e tempi brevi di cura, a discapito di una sempre minore collaborazione; gli ortodontisti, a loro volta, ricercano materiali che siano non solo biocompatibili ma che consentano anche di raggiungere in tempi più brevi l'obiettivo, soprattutto nell'ambito della terapia ortodontica fissa. Al fine di soddisfare le esigenze di entrambi, nella tecnica e nella clinica ortodontica si sono via via nel tempo susseguite innovazioni di vario tipo, tra cui l'introduzione di apparecchi idonei alla distalizzazione dei molari superiori. Il problema relativo alla distalizzazione dei molari si pone soprattutto nel trattamento delle malocclusioni di seconda classe dovute a protrusione mascellare ovvero a quel gruppo di disarmonie dento-scheletriche che richiedono, come primo "step" dell'iter terapeutico non estrattivo, la distalizzazione dei molari superiori. Si utilizzano pertanto molteplici dispositivi, quali apparecchiature fisse con sistemi di forze ad applicazione intra od extraorale, che risultano ingombranti e che fino a pochi anni fa, e talvolta anche oggi, necessitano di un buon grado di collaborazione da parte del paziente. Per poter illustrare il maggior numero possibile di apparecchi fissi attualmente impiegati per la distalizzazione dei molari superiori e presentarne le "ultime novità", è stato necessario effettuare una accurata raccolta bibliografica. Ho ritenuto inoltre opportuno, al fine di mettere ordine nell'ampio panorama di apparecchi per la distalizzazione molare esistente, realizzare una nuova classificazione, che, partendo da una suddivisione di base, si divide successivamente diverse volte in varie sottoclassi. Questa nuova classificazione distingue inizialmente i dispositivi fissi distalizzanti dei molari superiori in extraorali ed intraorali i quali, a loro volta, sono suddivisi in monomascellari ed intermascellari; ogni gruppo viene poi nuovamente suddiviso in vestibolari, palatali o misti. Infine si distingue un gruppo di dispositivi intermascellari definiti propulsori mandibolari.
|